2001 odissea nello spazio: la vita di Arthur Charles Clarke

Arthur C Clarke

Il suo romanzo di fantascienza “2001: Odissea nello spazio” da cui Stanley Kubrick trasse il suo celebre film, gli portò la fama, quella più rumorosa ed articolata, che riempie subito i giornali e diventa quasi istantaneamente “news” da notiziario, anche se già molto tempo prima di questo exploit cinematografico, Arthur Charles Clarke (1917-2008) era già noto agli amanti del genere come uno dei “Tre grandi”, una sorta di triade della fiction fantascientifica che includeva Robert A. Heinlein ed Isaac Asimov.

Clarke, va detto, non era solo uno scrittore che amava le parole ed avventurarsi negli spazi siderali, ma anche un inventore lungimirante e profondamente agganciato alla realtà; a lui si deve infatti l’idea e l'intuizione dei satelliti geostazionari.

Un uomo dall’intelligenza dunque non comune che, a partire dalla seconda metà degli anni cinquanta (forse per sfuggire al clima pesantemente omofobico di quegli anni così bui), decise di lasciare la sua patria, l’Inghilterra, e vivere lontano nello Sri Lanka. Una decisione per la vita. Ponderata e vissuta felicemente fino al suo ultimo giorno.

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