Il matrimonio eccentrico di Irene Brin

Irene Brin e Gaspero del Corso

Fu Lietta Tornabuoni nella sua acutissima e mossa prefazione di "Usi e costumi" a definirlo così. Dagli anni del dopoguerra a quelli del boom economico Irene Brin ed il marito Gaspero del Corso furono al centro della scena culturale non solo italiana, ma internazionale. Lei, scrittrice e giornalista ironica, snob, malinconica ed eternamente proiettata dentro il cuore umbratile delle cose, lui gallerista d'arte che, insieme alla celebre moglie, aveva portato in Italia gli artisti che oggi più contano, aprendo nuovi orizzonti, offrendo al pubblico, dopo i duri pasti autarchici del ventennio fascista, inaspettati e sopraffini assaggi culturali.

Un sodalizio quello tra la giornalista più famosa di Italia, "allieva" di Leo Longanesi ed iniziatrice di una nuova forma di giornalismo di costume, colto e graffiante, ed l'ex maggiore dell'esercito che adombrava un segreto: l'omosessualità di Gaspero del Corso.

Un segreto, forse già allora di Pulcinella, ma in ogni caso non facile da portare e da difendere dagli assalti esterni, dalle tante lingue malevole, tuttavia la coppia fu sempre unita, vicina, intimamente vivificata da quel loro amore per l'arte e la bellezza; amore, a tratti dolente e squisitamente malinconico, che la camaleontica Brin traduceva, sdraiata nel suo letto dalle imponenti volute barocche, in una scrittura rapida ed elegantemente sonora.

Via | Mille Mariù di Claudia Fusani

  • shares
  • Mail