Leon Bakst tra pittura e scenografia

Il suo nome non è solo legato a doppio filo all’arte della pittura ma anche alla scenografia teatrale che, grazie al proprio talento, rivoluzionò profondamente.

Nato in Russia da una benestante famiglia ebrea, Leon Bakst (1866-1924) si fece le ossa all’Accademia di Belle Arti di Pietroburgo e lavorando come illustratore a part-time. Tuttavia fu a Parigi, culla allora di ogni talento ed estro, che l’artista perfezionò la propria arte, entrando in contatto con l’ambiente bohemien della città. Arrivarono così le prime esibizioni e con esse anche un committente di altissimo livello: Nicola II di Russia.

Lo zar gli commissionò infatti l’esecuzione di un importante dipinto commemorativo “L’incontro dei marinai”, ma fu il suo rapporto con Serge Diaghilev a lanciarlo definitivamente anche nel mondo teatrale. Le sue scenografie e i suoi costumi crearono infatti gran stupore nel bel mondo. Uno stupore che si trasformò ben presto in pura sensazione. In assordante successo.

Eletto membro dell’Accademia imperiale delle Arti nel 1914, l’artista troncò poco dopo ogni rapporto con Diaghilev e i Balletti Russi, stringendp una forte e fraterna amicizia invece con Alice Garrett, moglie di un importante diplomatico americano. La donna iniziò così a promuovere il talento del pittore anche negli Stati Uniti, organizzando ben due sue mostre a New York.

Malato gravemente di polmoni, Bakst si spense a Parigi solo qualche anno dopo quell'inatteso trionfo americano.

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