Angus McBean, Vivian Leigh, i Beatles e il surrealismo in fotografia

Angus McBean

La sua fama almeno per il grande pubblico fu oscurata (molti dicono ingiustamente) dalla stella mondana e sfavillante di Cecil Beaton, tuttavia i suoi ritratti surrealistici di dive della statura di Vivian Leigh sono ormai entrati di diritto nella storia della fotografia.

Nei primi anni quaranta, la carriera di Angus McBean (1904-1990) venne anche bruscamente interrotta dall'arresto per omosessualità. Condannato a ben quattro anni di carcere, il fotografo riuscì tuttavia a farne solo due. Per McBean non fu però certo facile riprendere a lavorare dopo l'ignominia del carcere.

Il suo talento riuscì ad imporsi di nuovo, grazie anche a Vivian Leigh che lo volle ancora una volta come fotografo di scena di Cesare e Cleopatra ed una rivista prestigiosa come il britannico Tatler che gli commissionò lavori importanti che restituirono all'artista inglese (almeno in parte) la fiducia in sé stesso e nella propria professione.

Tuttavia lo stile di Angus Mcbean cambiò genere e passo. Le sue fotografie nel dopoguerra persero forse quel loro taglio particolarissimo, ma la loro qualità artistica rimase sempre altissima. Cercato e voluto da star del calibro di Audrey Hepburn, Noel Coward e per l'album d'esordio dei Beatles, Angus Mcbean si affermò, nonostante l'arresto e gli ostacoli incontrati sul suo cammino, come uno dei più grandi e sicuri talenti di tutto il xx secolo.

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