Il festival di Sanremo più gay friendly della storia

Il festival di Sanremo più gay friendly della storia

Si è detto che l'edizione appena finita del festival della canzone italiana, Sanremo, sia stata la più gay friendly della storia, ma anche, a mio modesto avviso, la più commentata dell'era digitale, visto che ogni passo, ogni scelta, che è stata mostrata sul palco dell'Ariston, ha ricevuto valanghe di segnalazione su facebook e twitter. Ma non solo, molte delle trovate provenivano dal web, comprese la coreografia, simbolicamente condivisa, del One billion rising, la danza mondiale contro la violenza sulle donne, riproposta dalla Litti in un momento toccante della sua performance. Insomma, due modi di comunicare, tv e web, che hanno dialogato e si sono influenzati a vicenda. Quello che impressiona poi è l'immediatezza di Youtube. Fino a poco tempo fa era una fatica imparare a memoria testi o ritornelli (ai miei tempi il motivetto si diceva così: il ritornello) dei pezzi al primo ascolto, adesso basta recuperarli lì, sul famoso canale, per avere tutto pronto in testa, dopo pochi minuti. Mentre scrivo, comunque, le polemiche non si placano ancora, stiamo assistendo a un cambio epocale di costumi?

Il sito Voglio sposare Tiziano Ferro, di Andrea Bordoni – che si autodefinisce, forziere di "un doppio sogno: voler sposare Tiziano Ferro e voler sposare un uomo in Italia. Quale sarà la parte più difficile da realizzare? Un blog divertente e spietato, per tutti gli orientamenti sessuali" – ha raccontato il festival in modo dissacratorio, e ci ha spedito una email in cui spiegava:

Stavolta siamo (amabilmente) in disaccordo su alcuni punti di vista. Vi vorrei segnalare le nostre riflessioni sul Festival appena concluso, un'ottica diversa da confrontare serenamente.

Oltre alla coppia gay prossima al matrimonio a New York, ecco la  vera novità Renzo Rubino che, dice il blog,

C’è stata una canzone d’amore gayIl postino (amami uomo), in cui finalmente nessuno si sente sbagliato, si punisce, si lascia accarezzare come un gatto, si strappalacrima, ma anzi ama con fierezza, sensualità e un pizzico di giocosità (...) Che non ha vinto Sanremo. Ma ha vinto Sanremo. No, non nel senso scontato e consolatorio che è il vincitore morale, o la vera scoperta di quest’edizione. Intendo proprio letteralmente, numeri alla mano.

Commentando la vera satira su cui è stato imperniato Sanremo, la presa in giro, il dileggio dell'omofobo.

Qui è proprio la condanna all’omofobia il perno del meccanismo comico che fa scattare la civile presa di distanza – una delle più antiche funzioni della risata che, secondo chi prende di mira, include o esclude, condanna e abbraccia.

Poi l'intervento si forumizza e comincia la loro, personale, visione dei cantanti, uno per uno. Non si salva (si fa per dire) nessuno.

Foto | Getty

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