La chiesa londinese che respinse Oscar Wilde si apre alla messe per i gay

Oscar Wilde

Ma poi, esiste una distinzione netta tra le messe gay e le messe etero? La funzione non è sempre la stessa? E i fedeli non sono i fedeli e basta? Stremato da una condanna ingiusta per sodomia, in buona sostanza per l'«amore che non osa pronunciare il proprio nome», il poeta Oscar Wilde forse magari ebbe proprio quest'intuizione quando tentò, con scarso successo, di farsi accogliere dalla chiesa dell'Immacolata Concezione nel quartiere londinese di Mayfair.

Non fu una buona idea, pare che i preti non lo accolsero affatto, malgrado la "cordiale accoglienza" figuri nella prassi di quella chiesa e Oscar dovette curare altrove i postumi devastanti che un duro procedimento giudiziario  - «La tragedia più orribile di tutta la storia della letteratura », la definì Hall Caine – ebbero sulla sua anima.

Il genio, di Oscar Wilde, così come la sua intuizione, rimasero, tant'è che a quasi centosedici anni di distanza l'eco di quella richiesta pare sia stata accolta.

La decisione è stata presa dall’arcivescovo di Westminster Vincent Nichols, capo della chiesa cattolica di Inghilterra e Galles, che di fatto non cambia per sua stessa ammissione, la visione della chiesa riguardo a «questioni di moralità sessuale», ma concede una nuova sede alle Soho Masses, e le sposta proprio in quel luogo di culto

Da interpretarsi, quest'apertura, dopo il no di qualche tempo fa, comunque come un modo per riconoscere i credenti gay cattolici londinesi, e permettere loro di officiare le funzioni come qualunque altro cattolico, oltretutto in un luogo simbolico.

  • shares
  • Mail