Giovanardi all'attacco del video sanremese sul matrimonio gay

Carlo Giovanardi propone un “contratto di convivenza e solidarietà” per i gay

Il Senatore Pdl Carlo Giovanardi sembra aver intrapreso una sua tenzone con la modernità, con il progresso, sembra uno di quei soldati, confinati su un’isola che non sa, non è stato avvertito per tempo, che la guerra è finita. Eppure, ormai i mezzi di comunicazione sono avanzati e Giovanardi, essendo un uomo di questo tempo, con una sua cultura, una sua moralità – che io peraltro ho tutte le intenzioni di rispettare – non può ignorare: l’omosessualità è una realtà, secondo le stime dell’OMS almeno l’1% degli abitanti del pianeta lo è (dati Wikipedia), dico questo perché egli quasi sicuramente ne avrà incontrati - o sarà destinato ad incontrarne - alcuni rappresentanti nel corso della sua vita, magari persino collaborarci, visto che la comunità LGBT punta ad essere adeguatamente rappresentata anche nell’ambito politico. Perché l’orientamento sessuale, intanto, non è l’orientamento politico, nossignore, è il caso di non fare confusione, non si cambia come una maglietta della salute, come tanti "onorevoli" sono abituati a fare.

Si perché Carlo Giovanardi, che non è nuovo ad esternazioni bizzarre, alcune proprio dal carattere omofobo conclamato – pare avere sviluppato un certo gusto per la provocazione, se la prese persino con la catena di mobili dell’Ikea rea di un manifesto in cui includeva la famiglia gay fra i suoi auspicati acquirenti – ha dichiarato che il video di Stefano e Federico, due uomini che stanno per sposarsi, che segna un cambio di costume epocale, trasmesso in prime time a Sanremo, sia stata una mossa politica.

Afferma Giovanardi:

La Presidente e il Direttore Generale della Rai spieghino come sia possibile che, in periodo di par condicio, un conduttore esageratamente pagato e politicamente schierato come Fabio Fazio usi il Festival di San Remo per uno spot a favore del programma elettorale e di vita del candidato Nichi Vendola, facendo contestare, a dieci giorni dalle elezioni politiche, il principio contenuto nell'articolo 29 della nostra Costituzione laica e repubblicana, che riconosce i diritti della famiglia come società naturale fondata sul matrimonio, fra un uomo e una donna, come più volte ha ribadito la Corte Costituzionale.

Giovanardi quindi considera la “questione omosessuale” confinata a un certo tipo di appartenenza politica. Finge di non sapere, nonostante una laurea in giurisprudenza, che l'articolo 29 della Costituzione, quello che gli sta tanto a cuore, non fa un esplicito riferimento al sesso dei coniugi:

La Repubblica riconosce i diritti della famiglia come società naturale fondata sul matrimonio. Il matrimonio è ordinato sull'uguaglianza morale e giuridica dei coniugi, con i limiti stabiliti dalla legge a garanzia dell'unità familiare.

E soprattutto finge di non aver capito che, come si diceva negli anni'70, "il personale è politico". Ma davvero Giovanardi non sa che l'omosessualità è una cosa di ogni giorno, che riguarda la vita quotidiana di milioni di individui? Che non va tirata in ballo solo in campagna elettorale, davvero non sa che Sanremo è un festival di canzoni, il più popolare che abbiamo? Qualsiasi sia il valore in termini (economici) di Fazio o degli autori della trasmissione, una fetta considerevole di umanità italiana, che Giovanardi non conosce e che probabilmente è formata da giovani che non conoscono Giovanardi, si è vista rappresentata, riconosciuta, dal progetto di amore e vita comune di due uomini costretti a sposarsi a New York, perché la legge italiana non glielo consente. Per la prima volta l'omosessualità non è stata cantata come un esempio di vita sbagliata, o dolorosa.

Forse gli elettori LGBT adesso sono appetibili, forse Giovanardi ha tuonato con tanto veemenza solo perché capisce che il suo partito, con la sua politica a doppia moralità, li ha persi. Oppure, in un mondo migliore, mi azzarderei a pensare che Carlo Giovanardi invece c'è rimasto un po’ male, con la tipica rudezza di chi si è sentito offeso, ha attaccato: ma come? Avrà pensato, si sposano fuori?, con tutti i posti meravigliosi che abbiamo qui in Italia?

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