Europarlamento: in 160 per il riconoscimento delle unioni gay

In 160 hanno firmato una proposta di reciproco riconoscimento a livello europeo delle unioni contratte fra persone dello stesso sesso nei paesi in cui alle persone omosessuali è permesso di unirsi civilmente o di sposarsi.

Era la proposta al parlamento europeo dei Liberal Democratici inglesi che ha però ottenuto un numero di consensi troppo basso per passare allo step successivo: l'adozione della proposta da parte del parlamento in qualità di risoluzione, il passaggio alla commissione e, successivamente, ai rispettivi governi degli stati membri.

La proposta, conclusasi in un nulla di fatto, proponeva una maggior fluidità nel riconoscimento delle coppie gay sposate o unite civilmente con diverse formule fra stati che hanno approvato o in cui fosse in discussione una legislazione in merito e non avrebbe riguardato dunque paesi come l'Italia, in qui il riconoscimento giuridico delle coppie omosessuali continua a rimanere un miraggio.

Pretesto perfetto per proporre il tema in sede europea era sembrato essere il Rapporto sulla situazione dei Diritti Fondamentali nell'Unione Europea, presentato a scorsa settimana, che sollecitava proprio gli stati già disposti di adeguata legislazione in merito a confrontarsi per trovare fronte di dialogo e confronto e proporre delle linee guida per garantire anche alle coppie omosessuali il diritto di libera circolazione all'interno degli stati dell'Unione senza che vengano loro negati i propri diritti esattamente come avviene a qualsiasi coppia eterosessuale unita in matrimonio.

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