William S. Burroughs, il Pasto nudo e il processo per oscenità

William S. Burroughs

Solo qualche giorno fa ricorreva l’anniversario della nascita di William S. Burroughs (1914-1997), scrittore vicino alla Beat generation, che nel lontano nel 1959 fece scandalo con la pubblicazione di Pasto nudo, il suo romanzo più celebre che finì sul banco degli imputati per oscenità. Il servizio postale americano vietò addirittura che il libro venisse acquistato o inoltrato per posta, tuttavia il processo si concluse sei anni dopo con l’assoluzione piena del romanzo.

La vita dello scrittore si mosse comunque sempre su binari pericolosi, ad un passa dal baratro. Espulso dal liceo che frequentava nel New Mexico, William S. Burroughs inizio a peregrinare per il mondo, sfuggendo all’arresto per droga in Louisiana e riparando poi con la compagna Joan in Messico. Qui esplose ben presto la tragedia, quando in un tentativo di emulare Guglielmo Tell, lo scrittore sbagliò la mira ed uccise Joan. Un dramma che lo portò a pubblicare il suo primo romanzo Junkie (La scimmia sulla schiena) ed a visitare città distanti per storia e cultura come Roma, Parigi e Tangeri.

Fu a proprio Tangeri che William S. Burroughs visse in un bordello gay, sperimentando nuove droghe e nuovi stili di scrittura. Nonostante venisse esaltato da scrittori e critici importanti come Mary McCarthy o Jack Kerouac, William S. Burroughs non ebbe certo vita facile nel mondo delle Lettere americane. Benché possa quasi sembrare un paradosso, lo scrittore di Pasto nudo dichiarò più volte di essere stato grandemente influenzato dallo squisito e delicato Denton Welch, scrittore omosessuale inglese morto prematuramente nel 1948.

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