Benedetto XVI, le sue dimissioni da papa e il mondo gay. Una voce fuori dal coro

Papa Benedetto XVI si è dimesso da Vescovo di Roma

Ben consapevole della gravità di questo atto, con piena libertà, dichiaro di rinunciare al ministero di Vescovo di Roma, Successore di San Pietro, a me affidato per mano dei Cardinali il 19 aprile 2005.

Con queste parole papa Benedetto XVI ha annunciato che si dimetterà da Pontefice il prossimo 28 febbraio. La notizia è stata un fulmine a ciel sereno, come ha commentato il cardinal Angelo Sodano, e ha preso di sorpresa tutti, anche i suoi collaboratori più intimi.

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Subito la notizia si è diffusa in tutto il mondo e sui social network sono iniziate mille battute e battutine. Alcuni siti di informazione lgbt, commentando la notizia, hanno parlato di Ratzinger come “donna mancata” e si fanno illazioni sulla sua presunta, in quanto non documentata, omosessualità.

Se le persone lgbt certamente non rimpiangeranno la sua figura e le sue parole, spesso veementi nei confronti di noi gay – e qui su Queerblog ne abbiamo parlato diverse volte –, dall’altro lato fare speculazioni e lasciarsi andare a battute grevi mi sembra un gioco al massacro che nulla apporta a noi omosessuali. La mia voce è probabilmente fuori dal coro ma credo sempre che in ogni caso il rispetto debba essere al primo posto, anche quando l’interlocutore non ce ne mostra.

Ci sarà un altro papa – presumibilmente verso metà marzo – e le sue posizioni non saranno tanto diverse da quelle di Benedetto XVI: non è sulle illazioni e sulle frasette a effetto, anche simpatiche lo ammetto, che si deve basare la nostra lotta per l’uguaglianza dei diritti, lotta che in Italia, purtroppo, è fortemente condizionata dalla chiesa cattolica.

Continuando di questo passo, faremo il gioco di chi non vuole la parità dei diritti poiché verremo sempre additati come persone superficiali. Se veramente vogliamo rispondere all’omofobia di papa Ratzinger e degli altri esponenti della chiesa cattolica, dovremo porci su un altro livello, che va ben al di là del mero pettegolezzo o della battuta sagace. Pur non condividendo in nulla il pensiero di papa Benedetto XVI sulle persone omosessuali, bisogna dargli atto che si è sempre pronunciato seguendo un filo logico. Le risposte della comunità lgbt, invece, spesso sono state solo denigratorie e ben pochi si sono peritati di condurre discorsi articolati come quelli che ha fatto il papa.

Se davvero vogliamo essere degli antagonisti credibili, dobbiamo dare un sostegno politico-filosofico al nostro pensiero e non abbandonarci alle facili battutine prevedibili che, per carità, ci stanno anche bene, ma quando sono l’unico orizzonte del nostro pensiero, mostrano la corda.

Foto | Getty

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