Oltre la metà delle giovani vittime di cyber bullismo è omosessuale

Oltre la metà delle giovani vittime di cyber bullismo è omosessuale

Il 72% dei giovanissimi riconosce nel cyber bullismo la principale minaccia tra i banchi di scuola, a casa, in palestra. Minaccia che non conosce tregua né di giorno né di notte. Secondo una ricerca realizzata da Ipsos per Save the Children sul tema I ragazzi e il cyber bullismo, il cyber bullo attacca le sue vittime soprattutto sui social network: solitamente le vittime vengono prese in giro attraverso la diffusione di foto e immagini denigratorie o per mezzo della creazione di gruppi “contro”.

La ricerca è stata realizzata attraverso ottocentodieci interviste con questionari compilati online a ragazzi di età compresa fra i dodici e i diciassette anni, nel periodo che va dal 20 al 26 gennaio 2013.

Oltre la metà delle giovani vittime di cyber bullismo è omosessuale
 

Il 56% delle vittime di cyber bullismo è composto da giovani percepiti “diversi” in base all’orientamento sessuale.

Leggiamo nel rapporto:

È facile attirare l’attenzione del cyber bullo se ci si veste in modo insolito, se si ha un colore della pelle diverso o finanche se si è la più graziosa della classe. Nei criteri di elezione della vittima infatti la “diversità”, nelle sue varie declinazioni, gioca un ruolo non secondario: l’aspetto estetico (67%, con picchi del 77% tra le femmine dai 12 ai 14 anni), la timidezza (67%, che sale al 71% sempre per le ragazze preadolescenti), il supposto orientamento sessuale (56% che arriva al 62 per i preadolescenti maschi), l’essere straniero (43%), l’abbigliamento non convenzionale (48%), la bellezza femminile che “spicca” nel gruppo (42%), e persino la disabilità ( 31%, che aumenta al 36% tra le femmine dai 12 ai 14) possono essere valide motivazioni per prendere di mira qualcuno. Di minore importanza, o almeno non abbastanza per attirare l’attenzione dei bulli, sono invece considerati l’orientamento politico o religioso, causa di atti di bullismo rispettivamente per il 22 e il 20% dei ragazzi.

I dati sono sconcertanti, a mio modo di vedere, e testimoniano una situazione esasperante: in pratica per essere accettati si deve essere uguali a tutto il resto del mondo. In tutto questo, bisogna dirlo con fermezza, la televisione, i mezzi di comunicazione, i politici e la chiesa non aiutano certamente.

Foto | nist6dh via photopin cc
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