Giulio II, il Papa guerriero che amava l'arte

Giulio II Della Rovere

Considerato uno dei grandi Papi della storia della Chiesa per temperamento, intelligenza e cultura, Giulio II viene oggi ricordato come il gran committente della basilica di San Pietro, la mano dietro la Cappella Sistina ed il guerriero che riportò Bologna ed altre riottose signorie (soprattutto in terra di Romagna) sotto il diretto controllo e dominio della Chiesa.

Tuttavia durante il suo affocatissimo pontificato, il Della Rovere, che aveva saputo destreggiarsi abilmente anche duranti i tumultuosi anni borgiani, venne accusato da più parti di sodomia. Accuse che non partivano solo dai malevoli protestanti, le cui voci potevano essere indubbiamente nutrite di parzialità e dal desiderio di danneggiare l'immagine del pontefice, ma anche da parte di ambasciatori amici, di diplomatici che potevano essere definiti di sicura e ferma fede cattolica.

Del resto il suo amore per l'arte, soprattutto quella percorsa da un indubbio omo-erotismo, prima fra tutte quella di Michelangelo, rivela più di tante voci vergate sulla carta dagli illustri ambasciatori di Spagna o di Francia.

Via | QueersinHistory

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