Il rabbino capo di Torino contro le nozze gay. E il cardinal Ruini rincara la dose

Alberto Moshe Somekh, rabbino capo di TorinoIl rabbino capo di Torino, Alberto Moshe Somekh, scrive su L’Osservatore Romano una spassionata difesa del matrimonio eterosessuale affermando che in questo campo, una collaborazione tra ebrei e chiesa cattolica sarebbe auspicabile. Il rabbino parte da una constatazione generale:

A differenza di quanto avviene in altri credi, nell’ebraismo è l’azione che ha importanza teologica assai più del sentimento e del pensiero. Sul tema in oggetto la tradizione ebraica guarda negativamente all’attività omosessuale, ma non alla natura omosessuale di per sé, quale che sia la sua origine. Mentre l’attività omosessuale è sempre proibita, cionondimeno dobbiamo evitare il giudizio nei confronti di coloro che soccombono.

Quindi si auspica la collaborazione che abbiamo accennato:

Ben venga dunque la collaborazione con i vertici della Chiesa cattolica, con la quale per molti versi il mondo ebraico può sviluppare un’adeguata azione comune per la difesa della dignità, della stabilità e della sacralità della famiglia, richiamandosi agli insegnamenti della tradizione biblica fin dai primordi: «E l’uomo lascerà suo padre e sua madre, si unirà a sua moglie e saranno un’unica carne» (Genesi, 2, 24).

Secondo Alberto Moshe Somekh il problema di fondo non è l’omosessualità in sé, quanto il fatto che le persone omosessuali chiedano di veder riconosciuti pubblicamente i propri diritti:

Il Talmud ci insegna che, in linea di principio, non si devono riconoscere benefici legali a un comportamento. In un passo più specifico è scritto che a quell’epoca, millecinquecento anni fa, anche quei “figli di Noè” che non si astenevano dalle pratiche omosessuali avevano almeno il pudore di non redigere un contratto nuziale fra le parti. Pur con tutta la comprensione del caso, scelte che attengono alla sfera più intima del singolo individuo, alle sue inclinazioni e alla sua coscienza personale, non possono divenire oggetto di un riconoscimento formale, né dar luogo a un iter legislativo, e tanto meno assurgere a valore di riferimento del costume sociale, pena la dissoluzione della società stessa. «Maschio e femmina li fece» (Genesi, 5, 2).

Il ritorno del cardinal Ruini

Il cardinal Camillo RuiniIntanto anche il cardinal Camillo Ruini, ora in pensione, ma grande voce della chiesa cattolica in Italia fino a pochi anni fa, ribadisce che i figli hanno bisogno di un padre e di una madre. Afferma Sua Eminenza:

Se si parla solo di valori e princìpi la gente può avere l’impressione che si tratti di cose astratte e che oggi le urgenze siano altre. Se invece si parla, ad esempio, di famiglia l’interesse è molto alto, perché tutti sanno per esperienza quanto la famiglia sia importante, a tanti livelli, compreso quello economico. In concreto, nessuno contesta la libertà delle persone, compresi naturalmente gli omosessuali, di unirsi tra loro come meglio credono. La questione è se si tratti di una vera famiglia: le persone di buon senso, siano o meno credenti, si rendono conto che compito fondamentale della famiglia è generare ed educare i figli e che i figli, per crescere bene, hanno bisogno di un padre e di una madre. Da qualche anno, in Italia come in tutto l’Occidente, è in atto una grande campagna mediatica per contraddire questa certezza elementare, ma io confido che gli italiani, un popolo ricco di buon senso, non si lasceranno ingannare facilmente.

Anche noi confidiamo che gli italiani, un popolo ricco di buon senso, non si lasceranno ingannare facilmente. Il fatto è capire chi sia il vero ingannatore…

Foto | Rabbini – Getty

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