Sicilia, amori transessuali e una gatta filosofa

pubblicato: mercoledì 14 gennaio 2009 da Robo in: Attraversamenti di genere Libri

Copertina del libro 'A jatta di Cinzia PierangeliniCinzia Pierangelini nel suo romanzo ‘A jatta ci racconta dell’amore tra Alfredo, segretario scolastico in pensione, e Andrea, una transessuale. Il tutto ambientato in Sicilia, presente oltre che nelle descrizioni anche nel ricorso ad alcune espressioni dialettali. Fra gli altri personaggi c’è Giorgio, un violoncellista, e una gatta filosofa che, come dice l’autrice, è la coscienza del libro. Si naviga in una marea di emozioni nel leggere questo secondo romanzo della Pierangelini che, per noi di Queerblog, ha risposto ad alcune domande.

Nel “sentire comune” il mondo di una donna-madre è quanto di più lontano possa esserci da quello di una donna transessuale. Cosa ha spinto, dunque, una madre come te a raccontare una storia di “trans”?
Non scelgo mai le storie che racconto, vengo scelta. Detto ciò credo ci siano un paio di elementi significativi, del e nel mio narrare, che possono chiarire il punto: racconto spesso di gente che vive come fosse un po’ a disagio nel luogo, nel corpo, nella condizione che gli è stata assegnata dal destino. Amo questi personaggi che in fondo vorrebbero essere altrove e altri. Poi, sono una scrittrice-chioccia, nel senso che tendo a dare una chance, a proteggere i miei personaggi, anche i cattivi… figuriamoci i buoni! Come non essere affascinata da una sofferenza così ‘inutile’, gratuita come quella delle e dei trans. Inoltre sono sicura che una madre non è affatto lontana da una transessuale: la differenza sta tutta nel ‘figlio’. Ma la madre è madre anche senza figli, anche senza ovaie e spesso non lo è pur avendo prole.

Sempre nell’immaginario comune il Sud è visto come “chiuso” a certi temi: e tu, invece, ambienti il tuo romanzo in Sicilia…
C’è un aspetto ‘pittoresco’ della Sicilia che va sfatato: è vecchia e antiquata ma anche nuova e vitale, pronta al cambiamento. Andrea ne è fuggita, ma torna; per ricominciare la sua vera ‘unica’ vita nell’isola che le ha dato tanto dolore e trova un uomo giusto, sì direi un uomo giusto. Ce ne sono anche qui. Ce ne saranno sempre di più. Non manca chi sghignazza e ammicca quando parlo del libro, purtroppo; ma penso che questo succeda ovunque. Io ho voluto bene ad Andrea e ad Alfredo: ciò che spero è che altri si affezionino ai personaggi e che questo aiuti a capire la stupidità di certe chiusure mentali, l’insensata arroganza del ritenersi ‘normali’.

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A proposito di maternità e transessualismo: che ne pensi della vicenda di Thomas Beatie, l’uomo incinto?
Penso che questi due coniugi hanno dovuto affrontare montagne per avere un loro figlio e spero che lo amino di conseguenza e che si smetta di farne pubblicità, anche.

Si dice che il gatto sia un po’ “traditore”: come mai è proprio un gatto a dare il titolo al tuo romanzo?
‘Na jatta è! I gatti non sono traditori, sono meno legati all’uomo dei cani; storicamente hanno una vita in comune con l’essere umano più giovane, sono meno ‘evoluti’ si potrebbe dire… se il legarsi all’uomo rappresenta una forma intelligente di evoluzione… Andrea ama i cani, come fossero figli, fin quasi a riconoscersi in essi, ma la coscienza del libro è una gatta: indipendente, superba, volitiva, poco allineata… così come dovrebbe essere ogni coscienza!

Tu sei anche una musicista: consiglia ai lettori di Queerblog una colonna sonora che potrebbe accompagnare la lettura del tuo romanzo.
Consiglio tutto Giovanni Sollima: il suo ultimo album è bellissimo e la genialità della musica di Giorgio, il violoncellista del libro, (solo la genialità, eh) me lo ricorda molto.

C’è qualcosa che volevi ti chiedessi e non l’ho fatto?
Sì, avrei voluto mi chiedessi se questo libro mi ha fatta crescere. Ti avrei risposto di sì, molto; e non intendo crescere come scrittrice ma come donna, come essere umano. E se non ti spiace vorrei ringraziare anche qui Silvy e Katia, le due transessuali che mi hanno guidato con grande pazienza e gentilezza in un mondo nuovo e sconosciuto permettendomi di diventare migliore.

Cinzia Pierangelini
‘A jatta
GBM 2008
160 pp, euro 13,50

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Commenti dei lettori

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  • Emilie Rollandin

    14 gen 2009 - 10:45 - #1
    0 punti
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    Lo leggerò sicuramente
    Emilie Rollandin

  • Laura Costantini

    14 gen 2009 - 16:48 - #2
    0 punti
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    Bellissima intervista ma non poteva essere altrimenti conoscendo la sensibilità di scrittrice e, soprattutto, di donna e artista di Cinzia.

  • colas

    15 gen 2009 - 20:21 - #3
    0 punti
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    chiusa a certi temi il sud?
    Perchè il nord e il centro sono aperti?

  • Giuseppe alias n-t

    17 gen 2009 - 16:09 - #4
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    Devo dire che l’intervista mi ha incuriosito parecchio. Tanti complimenti e auguroni!

  • maurizio64

    19 gen 2009 - 13:06 - #5
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    Questo libro è leggero e poetico e ha il pregio di far dimenticare tutte le brutte immagini che i media mandano dei trans

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