Gay via da Rifondazione: se ne va anche Saverio Aversa

Da partito della sinistra altermondialista e plurale a ultima roccaforte dello stalinismo maschilista e omofobo. È questa, pare, la triste parabola di Rifondazione comunista, il partito che con Fausto Bertinotti si era aperto alle esperienze dei movimenti e alla complessità delle esperienze, arrivando al punto da portare in Parlamento Vladimir Luxuria e abbracciare la causa dei diritti lgbt.

Adesso invece Rifondazione perde sempre nuovi pezzi e si allontana dai suoi vecchi militanti gay, lesbiche, trans e queer. L'ultimo ad andarsene sbattendo la porta è Saverio Aversa, a lungo responsabile nazionale Prc diritti e culture delle differenze. Dopo l'allontanamento del direttore di Liberazione Piero Sansonetti e l'abbraccio al guru Fagioli - con contorno di omofobia d'accatto - ecco l'amarezza di Aversa per un addio subito a causa della nuova dirigenza.

C'è delusione e scoramento in queste parole:

Ho deciso di lasciare Rifondazione, non è più il mio partito. Per anni mi sono occupato dei diritti e delle culture dei differenti, dei non eterosessuali e dei non omologati, di lesbiche, gay, bisessuali, transessuali e transgender, delle pari opportunità negate. Il lavoro fatto è stato reso inutile dagli attuali dirigenti che hanno deciso di non avvalersi più della mia collaborazione, mi hanno invitato ad occuparmi d’altro in sostanza, senza neppure chiedere un passaggio di consegne, senza volere neanche un bilancio complessivo, un resoconto e nemmeno le informazioni e i contatti che avevo stabilito a livello nazionale e a livello europeo.

Se questa è la sinistra che rimane, non c'è proprio di che essere allegri.

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