DiDoRe: le (tante) parole dei politici

L'avevamo augurato il 1 gennaio scorso: che il 2009 dei diritti abbia inizio! La frase era ironica, dal momento che fin dal primo dell'anno c'erano state polemiche sul “risorgere” dei DiDoRe. E, come ogni buona polemica italiana, la questione è andata avanti. Ecco alcune dichiarazioni di esponenti politici. Iniziamo da Paola Binetti che in una intervista ha ribadito un fermo no ad ogni riconoscimento delle coppie di fatto:

“Un disegno di legge che avesse come obiettivo il riconoscimento dei diritti individuali e che facesse da misura di compensazione per qualunque forma di discriminazione a livello personale è nella linea di quanto abbiamo detto anche nella legislatura precedente. Viceversa qualunque tipo di riconoscimento volto a legittimare una relazione e che nei contenuti giuridici e simbolici ponesse una sorta di equiparazione di coppie di fatto e matrimoni, troverebbe la stessa opposizione da parte nostra che ha trovato nella legislatura precedente. Riteniamo che anche questo governo, che ha fatto della difesa della famiglia uno dei punti di forza della propria campagna elettorale, non ha finora dato adeguate risposte positive e concrete ai bisogni delle famiglie”.

Del resto, il buon Veltroni ha sostenuto che nel PD ognuno può dire la sua perché c'è libertà di opinione...

Laura Bianconi, vicepresidente dei senatori PdL, dal canto suo, puntualizza:

“Ricordiamo che una legge sulle coppie di fatto, non è nel programma del Governo Berlusconi. Per noi rimane fermo il principio sancito dalla Costituzione Italiana che tutela la famiglia fondata sul matrimonio, contratto civilmente o con rito religioso. Siamo contrari ai fuochi di paglia come i DiCo prima e i DiDoRe ora”.

Se interviene il vicepresidente è ovvio che intervenga pure il presidente del PdL al senato, Maurizio Gasparri:

“Non c'è ministro che tenga. Regole per unioni di fatto non servono perché in Italia si può contrarre matrimonio religioso o civile o non celebrare nessun matrimonio. Il nostro è un paese libero”.

Ecco, appunto, il nostro è un paese il libero...

Maurizio Ronconi (UdC), con argomenti dalle solide basi, sentenzia:

“Portare in Parlamento una legge sulle copie di fatto, porta male”.

Quindi continua:

“Per la maggioranza di centro sinistra significò l'inizio della fine. Stiano attenti i ministri Carfagna e Rotondi perché un disegno di legge sulle coppie di fatto in parlamento non passerebbe e sarebbe il primo tarlo per la maggioranza e soprattutto la disarticolazione dei cattolici dal Pdl”.

Stia attenta la Carfagna? Ma i DiDoRe non erano di Brunetta e Rotondi? La Carfagna sta facendo qualcosa per i gay? Anzi, in una intervista a Il Tempo la bella Mara ha dichiarato:

“Una legge di questo tipo non è nel programma di governo. Detto questo se il Parlamento dovesse elaborare un testo che tende a regolare in via privatistica le unioni di fatto da parte mia ci sarebbe un interessamento. Sono contraria a ogni forma di discriminazione, anche per le coppie di fatto omosessuali. Però resto contraria all'equiparazione con il matrimonio”.

A Ronconi, risponde Franco De Luca (DcA):

“Consiglio a Ronconi di leggere il testo dei DiDoRe e, poi, vedrà se passeranno o no. Passeranno eccome e pure col voto dell'Udc, specie se si discuterà del tema dopo la decisione di una sentenza in arrivo”.

In quest'ultima domenica “natalizia” i nostri politici danno il meglio di sé nell'arte che meglio conoscono: le chiacchiere!

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