Megan Rapinoe, calciatrice lesbica, e l'uso di un linguaggio non omofobico

La calciatrice Megan Rapinoe è impegnata nella sua lotta per la visibilità lesbica e per i diritti. Come ricorderete, la calciatrice olimpica ha fatto coming out in maniera serena e ferma, mostrando che il mondo dello sport ha mille sfaccettature. Ora è impegnata con il GLSEN – Gay, Lesbian and Straight Education Network – associazione che dagli anni Novanta del secolo scorso si impegna a promuovere l’uguaglianza e il rispetto nelle scuole.

Nel video in apertura di post, Megan Rapinoe parla del suo lavoro per l’uso di un vocabolario non omofobo sottolineando come alcune parole possono essere molto offensive per le persone.

È positivo che una figura così positiva e importante come una sportiva dei giochi olimpici si impegni a educare i più piccoli nell’avere un atteggiamento di rispetto verso tutti, a cominciare dalle parole che, si sa, sono importanti.

Un esempio da seguire da molti altri sportivi, siano essi omosessuali o meno, perché se lo sport è una palestra di vita come si dice spesso, lo deve essere a partire dall’educazione e non solo sui vari campi di gioco. Certo, a guardare la situazione italiana, prima di tutto sarebbe da insegnare l'educazione ai genitori che, soprattutto sui campi di calcio, spesso, troppo spesso, mostrano evidenti segni di maleducazione e intolleranza.

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