La bisessualità di Giulio Cesare e Marco Antonio

antica Roma

La bisessualità nell'antica Roma era un tratto molto comune. In latino mancava una distinzione netta tra omosessuale ed eterosessuale. Generali ed uomini di stato (incluso Giulio Cesare chiamato, tra l'altro, da Curione marito di tutte le moglie e moglie di tutti i mariti) ebbero indistintamente amanti dell'uno e dell'altro sesso.

Lo stesso Marco Antonio, amico e pupillo di Cesare, era noto, così almeno diceva Cicerone, per essersi prostituito in giovanissima età, essere stato l'amante di Curio il giovane e di avere continuato a condividere il suo letto con giovani uomini fin alle fine dei suoi giorni. La fama dei suoi appetiti sessuali del resto era tale che re Erode si rifiutò di mandare il giovanissimo cognato a Roma.

Una fama questa che aveva inseguito anche Giulio Cesare e che, secondo Svetonio, era stata anche motivo di gran divertimento tra i legionari che non appena avevano scoperto che il loro invincibile condottiero si era concesso al re di Bitinia, Nicomede (sembra in modo molto, troppo appassionato) avevano prontamente intonato coloriti canti di scherno.

Via | L'amore omosessuale di Eugene A. Marie; The Origins and Role of Same-Sex Relations In Human Societies di James Neill

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