Magdi Allam fa un partito e dice no ai matrimoni gay


Conclusione prevedibile - e ampiamente prevista - del percorso di conversione di Magdi Cristiano Allam, da (tiepido) fedeli musulmano a cattolico integralista e da giornalista a leader politico. Passare dalla prima pagina di Repubblica (che ha la responsabilità di avergli dato notorietà e credibilità) alla prima pagina del Corriere (come vicedirettore ad personam) evidentemente non gli bastava; così Allam, che nel frattempo si è fatto battezzare da Benedetto XVI in persona - ha lasciato la carta stampata e ha scelto la politica, fondando un partito, Protagonisti per l'Europa Cristiana.Qual è il programma di questa nuova formazione, che ha ricevuto ampio spazio su tanti giornali? No al laicismo, no al multiculturalismo, no alla "deriva etica" che, a giudizio di Allam, sta colpendo o ha già colpito l'Europa.

E soprattutto: no all'aborto, no al matrimonio gay, no all'eutanasia, no alla ricerca scientifica. Certo che per uno che vuole combattere l'estremismo e il fondamentalismo dell'Islam ce n'è abbastanza da far rodere di invidia qualunque integralista musulmano. Il suo programma somiglia in modo inquietante a quello degli ayatollah in Iran.

Una previsione? Non farà meglio del partito di Giuliano Ferrara (qualcuno se lo ricorda? No aborto), anche perché la Chiesa cattolica, che di certo sta sostenendo in modo informale Allam, al momento buono lo abbandonerà per non lasciarsi coinvolgere in una disfatta elettorale, proprio come fu con il povero Ferrara che sperava di essere sponsorizzato dai pulpiti, nelle parrocchie, sull'Avvenire e su Famiglia Cristiana. Ma i cardinali (e il referendum sulla fecondazione assistita insegna) scendono in campo solo quando sono molto sicuri di vincere.

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