Presentato alla Regione Sicilia ddl contro le discriminazioni in materia di orientamento sessuale e di genere

Claudia La Rocca, deputata della regione Sicilia

Un decreto legislativo, il primo presentato in Sicilia, che contiene punti fondamentali, da sempre alla base delle richieste avanzate dalla comunità LGBT. Vigilanza contro il mobbing determinato dalle discriminazioni legate all’orientamento sessuale, libero accesso in ospedale e nelle strutture sanitarie per i compagni dei degenti e potenziamento delle prerogative delle consigliere – ovvero: estendere le competenze del ruolo delle Consigliere di Parità in base ai principi e finalità del disegno di legge. Finalizzato, si legge nella bozza, a realizzare e promuovere

percorsi di inserimento e di integrazione sociale per le persone che risultino discriminate o esposte al rischio di esclusione sociale per motivi derivanti dall'orientamento sessuale o dalla identità di genere.

Presentato all’Ars dai deputati del Movimento Cinque Stelle, il documento si ispira  al corpo legislativo della L.R. 52/2009 della Regione Liguria, dichiarata costituzionale secondo la sentenza 94/2011 della Corte Costituzionale. Afferma la deputata Claudia la Rocca (foto in apertura di post) che, insieme a Salvatore Siragusa, è fra le prime firmatarie del ddl:

cerca di replicare le buone prassi da attuare per una amministrazione regionale in materia di discriminazione regionale legate all’orientamento sessuale, di uguaglianza ed integrazione sociale. Se il disegno di legge  verrà approvato la Sicilia darebbe un grandissimo segnale di civiltà a tutta la nazione, visto che già dal 2007 l’Unione europea ha istituito la giornata dell’omofobia, invitando i  Paesi membri a dotarsi di opportuni strumenti legislativi in materia di discriminazione sessuale.

La proposta di legge è il risultato di una serie di consultazioni e di scambi meditati tra il presidente dell’Arcigay Palermo, Daniela Tomasino, l’avvocato Marco Carnabuci e l’attivista del Movimento Francesco Lupo. Quest'ultimo ha dichiarato:

Molto  importante è la parte che garantisce l’acceso alle strutture ospedaliere a tutti i soggetti che il malato potrà designare, per reperire informazioni sullo stato di salute del degente ed assicurare a questo sostegno psicologico. Allo stato attuale, infatti, questo è consentito ai parenti del familiare, ma non alla compagna o al compagno che, spesso, ne avrebbero maggiore diritto.

Il punto che affronta l’accesso alle informazioni sanitarie e alle informazioni cliniche, secondo la proposta del ddl, andrebbe esteso a tutte le coppie di fatto, anche etero. Oltretutto, la legge sarebbe praticamente a costo zero. Questo, perché, come ha spiegato Salvatore Siragusa:

Utilizza principalmente risorse già disponibili e pone la pubblica amministrazione della nostra isola all’avanguardia per la tutela delle minoranze di qualsiasi categoria, caratterizzando la Sicilia come presidio di libertà e civiltà nella tutela dei diritti della comunità LGBT.

Ringraziamo il nostro lettore Walter Beccato per la gradita segnalazione.

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