Saviano accusato di omofobia dal Nouvel Observateur

Che la Camorra, come tutte le organizzazioni criminali, sia tradizionalista e omoofoba non è una scoperta. Molto più clamoroso sarebbe - se fosse vero - scoprire l'omofobia di quello che è diventato il simbolo della lotta alla Camorra, Roberto Saviano, autore del libro Gomorra. Proprio questo insinua tra le righe, ma senza argomentarlo né giustificarlo, Marcelle Padovani, nota giornalista francese che firma un'intervista a Saviano per il Nouvel Observateur.

C'è in particolare un passaggio piuttosto ambiguo, segnalato su Cafebabel da Adriano Farano, dell'intervista in cui la Padovani accomuna le convinzioni dei camorristi con quelle dello stesso Saviano, in particolare a proposito dei gay:

È stato poi assimilato a un "venduto", a un "pentito", a un "collaborazionista dello Stato". Dice: "La diffamazione mi fa più paura della morte. Chissà cosa inventeranno di nuovo? Che sono pedofilo?" I mafiosi di Campania sono tradizionalisti. La loro cultura maschilista aborre l'omosessualità. E privilegia la verginità delle ragazze. Saviano d'altronde non è lontano dal condividere questi valori. Una debolezza?

Lo stesso Eurogeneration di CafèBabel dà notizia delle scuse del Nouvel Obs, che sul numero successivo ha rettificato, spiegando che Saviano "si batte contro tutti i pregiudizi, compresa l'omofobia dei mafiosi". La colpa, secondo la versione ufficiale, è di un taglio all'articolo che avrebbe stravolto il significato originario. Eppure quella frase ("Saviano d'altronde non è lontano dal condividere questi valori. Una debolezza?") sembra inequivocabile. Forse c'è qualche altro motivo dietro?

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