Usa, proteste in decine di città per i diritti gay

Davvero, la vittoria del Sì alla Proposition 8 in California, se da un lato ha proibito e reso illegali i matrimoni gay a Los Angeles e San Francisco, dall'altro ha ridato fiato a un movimento gay - o meglio lgbt - che negli ultimi anni aveva affidato agli avvocati e alle aule di tribunale la battaglia per l'uguaglianza e i diritti. E i conservatori che volevano "difendere" i propri figli dall'influenza dell'omosessualità e dal proselitismo gay hanno ottenuto il risultato opposto: mai come adesso i gay sono sui giornali e in tv (almeno negli Usa) e la questione del matrimonio gay e dei diritti è una delle più dibattute.

Proprio adesso - ancora sabato 15 novembre per gli Stati Uniti - centinaia di migliaia di persone manifestano in decine di città degli Usa, contro la vittoria della Prop 8 e per un nuova stagione di diritti e per la piena uguaglianza delle persone lgbt nella società. La campagna è stata ribattezzata Join the impact e in pochi giorni la protesta ha raggiunto ogni angolo del Paese, grazie all'uso di Internet.

I promotori dell'iniziativa, comunque, non si fermano qui e annunciano nuove marce, nuove manifestazioni, sit in e fiaccolate in altre città per le prossime settimane e i prossimi mesi. Una nuova vitalità che forse non ci sarebbe stata senza quello choc arrivato dalla California.

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