La silenziosa chiusura della libreria Babele

Ha chiuso i battenti silenziosamente, esattamente come un anno fa se n'era andato Gianni delle Foglie uno dei suoi due fondatori. Il mese scorso ha cessato la sua attività uno degli storici esercizi LGBT italiani: la libreria Babele di Milano.

La libreria, situata in pieno centro nel capoluogo lombardo, sin dalla sua fondazione nel 1987 é stata un punto di ritrovo di lettori gay, lesbiche e trans e LGBT friendly ma anche la prima occasione per molti giovani scrittori di farsi strada in anni in cui la grande distribuzione era ancora ben lontana dallo scoprire la letteratura queer.

Quel che però stupisce della chiusura della Babele, avvenuta effettivamente già da un mese ma della quale si hanno solo ora timide notizie, non sono tanto i fogli bianchi che coprono le prima vivaci vetrine del locale milanese, quanto il fatto che la chiusura dello storico locale sembra essere avvenuta nella più totale indifferenza della comunità LGBT di cui quel sogno di due ragazzi degli anni '80 era diventato senza dubio un patrimonio da difendere. Ancora più sorprendente è che a dare l'amara notizia non è un'associzione, non è un giornale nè portale gay ma è dal Canada, attraverso le pagine del suo blog, Sciltian Gastaldi, uno dei tanti scrittori che in questi anni hanno trovato spazio nella libreria ed anche grazie ad essa hanno avuto la possibilità di farsi conoscere.

La Babele, alla morte di Gianni delle Foglie, era passata sotto la gestione di Rolando Canzano, che aveva già lavorato per tre anni con lo storico proprietario e che in una breve lettera inviataci precisa che il silenzio sotto il quale si è svolta la vicenda sarebbe imputabile ad alcune testate LGBT che, preventivamente avvertite dell'imminente chiusura della libreria, avrebbero ignorato l'informazione.

Canzano, senza nascondere che certamente l'attività non era delle più redditizie, smentisce anche le leggende sulla presunta crisi che avrebbe portato alla chiusura del locale:

"Babele era cresciuta, sia economicamente che "strutturalmente" con l'avvio di concetti come la produzione video sotto il marchio Babele Movie e l'editoria come Babele Books..."

Allora perchè la libreria il primo settembre ha chiuso i battenti? I successori di Delle Foglie avevano deciso di cedere l'attività e, per l'occasione, disposta a rilevarla si sarebbe fatta avanti CIG Arcigay Milano. Settimane di trattative, accordi, questioni burocratiche fanno slittare la data del cambio di gestione fino a Settembre ma la leggerezza di due mesi di affitto non pagati son costati cari. Al momento dello sfratto Arcigay avrebbe, secondo quanto raccontato Canzano, cambiato i termini di trattativa chiedendo di poter acquisire gestione, marchio, sito, catalogo ad un prezzo minore di quello precedentemente pattuito.

Al rifiuto della proposta da parte dei gestori sarebbe seguito il tentativo di spargere la voce dell'imminente chiusura e della ricerca di un nuovo gestore all'interno della comunità attraverso giornali e riviste LGBT ma il silenzio di rimando avrebbe condannato la libreria alla chiusura. Ultima possibilità di riavere Babele rimarrebbe nell'interesse manifestato da alcuni privati di riaprire l'esercizio nei pressi di corso Buenos Aires.

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