Shortbus: sesso, amore e vita a NY

pubblicato: lunedì 27 novembre 2006 da aelred



Un film che ha fatto storcere la bocca, scioccamente, a eserciti di benpensanti. Che è stato persino “rifiutato” da 40 sale su 100 in Italia, a causa delle scene di sesso esplicito. Ma in realtà Shortbus, di John Cameron Mitchell è un piccolo grande capolavoro. Commovente ed entusiasmante, triste e spensierato come dev’essere il vero cinema.

Qualche parola per raccontarvelo, ma davvero non voglio rivelarvi nulla. È tutto da scoprire piano piano, dalle scene - meravigliose quelle di New York vista dall’alto come una scenografia - ai protagonisti, dalle canzoni ai dialoghi, dalle risate alle lacrime.

Sì, ci sono scese di sesso esplicito. Auto-fellatio, penetrazioni eterosessuali e omosessuali, in varie posizioni, sadomaso, sesso a tre, a quattro, orge. Orgasmi veri e simulati. Ma tutto, in ogni momento, è vitale, naturale, nient’affatto forzato o gratuito; e neppure angosciante, torbido. (ovviamente è vietato ai minori di 18 anni).

Il sesso è un grande strumento di incontro e di conoscenza, degli altri e persino di sé stessi. Sullo sfondo di una città - New York e non poteva essere che così - ancora ferita dall’11 settembre, ma aperta e accogliente per i marginali, i diversi, “quelli che ragionano” come dice il personaggio dell’ex sindaco. Una città dove in occasione del black out - che ricorda quello vero - nessuno saccheggia, razzia o aggredisce; ma molti colgono l’occasione per conoscere i vicini di casa.

In breve: una coppia gay - Jamie e James - ricorre a una consulente matrimoniale, prima di aprirsi a un terzo uomo, ma la donna dà in escandescenze e ammette di essere pre-orgasmica, cioè di non aver mai provato piacere durante un rapporto sessuale. Da lì i due la invitano al club Shortbus, gestito dal travestito Justin Bond (che interpreta sé stesso): un posto dove si pratica sesso e si parla di politica, dove tutti si conoscono e tornano a curare o almeno mettere in comune le loro nevrosi e le loro paure. Orge libere (ma con il profilattico): “È proprio come negli anni Sessanta. Solo, con meno speranza”. “Il voyerismo è una forma di partecipazione”.

Da qui nasceranno situazioni estreme e complesse, ridicole e drammatiche, fino a un finale tra Fellini e Pasolini. Assolutamente imperdibile.

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Commenti dei lettori

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  • Dieci sguardi gay » queerblog

    29 dic 2006 - 17:07 - #1
    0 punti
    Up Down

    […] Visto che la lista è pronta la pubblico PUBBLICITÀ PUBBLICITÀ anche qui. Ma per voi quali sono i film dell’anno che sta per finire? Shortbus di John Cameron MitchellBrokeback Mountain di Ang LeeBoy Culture di Q. Allan BrockaTemps qui reste, Le di Francois OzonTransamerica di Duncan TuckerV per Vendetta di James McTeigue C.R.A.Z.Y. di Jean-Marc Vallée Non è peccato - La Quinceañera di Richard Glatzer Diavolo veste Prada, Il di David FrankelPadre delle spose, Il di Lodovico Gasparini […]

  • queerblog

    25 gen 2007 - 03:27 - #2
    0 punti
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    […] […]

  • eugenio

    25 gen 2007 - 12:46 - #3
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    bellissimo shortbus, confermo anche io. Avanguardisco nella decisione di fare un film dove l’esplicito e’ funzionale alla narrazione (se un film parla di sessualita’, non sara’ forse il caso di mostrare la loro sessualita’, invece che distogliere la cinepresa appena qualcuno si infila a letto?). Cmq tutto questo per dire che l’ex sindaco secondo me nn diceva “gente che ragiona”, ma “permeabile” , “i newyorkesi sono permeabili”. E’ una delle frasi piu’ belle del film. Davvero un piccolo capolavoro.

  • eugenio

    25 gen 2007 - 12:46 - #4
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    bellissimo shortbus, confermo anche io. Avanguardisco nella decisione di fare un film dove l’esplicito e’ funzionale alla narrazione (se un film parla di sessualita’, non sara’ forse il caso di mostrare la loro sessualita’, invece che distogliere la cinepresa appena qualcuno si infila a letto?). Cmq tutto questo per dire che l’ex sindaco secondo me nn diceva “gente che ragiona”, ma “permeabile” , “i newyorkesi sono permeabili”. E’ una delle frasi piu’ belle del film. Davvero un piccolo capolavoro.

  • eugenio

    25 gen 2007 - 12:48 - #5
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    * “la loro sessualta’” intendevo quella dei personaggi del film, scusate l’omissis

  • unatizia

    25 gen 2007 - 20:31 - #6
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    nn capisco xke vietare questi film a 18 anni..
    a 18 anni tutti sanno come vanno certe cose e se nn lo sanno è ora di saperlo..magari (al massimo) potevano vietarlo a 14.

  • Critico

    09 mag 2009 - 18:07 - #7
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    Mi è sembrato di vedere un porno.

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