Nozze gay: boicottaggio contro lo Utah dei Mormoni


Lo stato dello Utah, vera e propria patria mondiale dei Mormoni, rischia di pagare caro il supporto - finanziario e in voontari - dato alla campagna per il Sì alla Proposition 8, da cui è scaturito il divieto di sposarsi per le coppie gay in California. I mormoni, infatti, hanno versato parecchi milioni di dollari alla campagna per il Sì e da quando sono intervenuti hanno fatto pesare il piatto della bilancia verso la vittoria de referendum, grazie anche a una pioggia di pubblicità a pagamento che ha bombardato le case dei californiani; in particolare i meno scolarizzati e i meno abbienti, fra cui si annoverano soprattutto afroamericani e ispanici.

Se però i mormoni rivendicano libertà di parola e di espressione (compreso l'intervento a piedi uniti in una faccenda di diritti civili che non riguarda comunque il "loro"stato), adesso anche il movimento gay americano ha deciso di rendere pan per focaccia e rispondere a questi attacchi - i mormoni hanno finanziato tutti ireferendum anti-gay dl 1999 - con un boicottaggio contro la chiesa dei mormoni e contro lo stato dello Utah, con l'obiettivo di colpirlo nel turismo e nelle attività commerciali.

Sono finiti nel mirino gli impianti per le vacanze presenti nello stato, le compagnie che hanno sede nello Utah e persino il Sundance Festival, che ha sede lì. L'appello parte dal sito Americablog e minaccia di "distruggere i brand Utah". Forse di fronte a questi argomenti anche i mormoni torneranno a più miti consigli; anche se il danno ormai è fatto.

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