Maria Laura Rodotà, nuova icona gay italiana

Capelli scuri, carnagione bianchissima, rossetto rosso, ormai da anni splendidamente trentacinquenne: come fare a non definire Maria Laura Rodotà un'icona gay?. Forse non tutti voi assoceranno subito questo nome e questo viso a una persona precisa, però è difficile che non abbiano letto qualche suo articolo sul Corriere della Sera o non l'abbiano incrociata in qualche trasmissione televisiva in cui si discutesse in modo civile. Maria Laura Rodotà è una giornalista italiana - Panorama, Unità, Corriere della Sera, Amica, Corriere di nuovo - molto amata dai gay (almeno da quelli che conosco io) e ricambia questo affetto con un'attenzione costante al mondo lgbt.

Nelle ultime settimane ha seguito da San Francisco (dove sennò?) le elezioni americane e ci ha raccontato gli aspetti più reali di questa campagna elettorale, vista dalla capitale mondiale dei liberal. È una dei pochi giornalisti italiani che hanno dato rilievo alla grande sconfitta subita dal movimento gay in California, con l'approvazione della Prop 8, che mette al bando i matrimoni gay. Non solo: MLR ha lasciato intendere con garbo di essere dalla parte di questa lotta per i diritti civili e di simpatizzare con quelle lesbiche e quei gay che in questi mesi hanno lottato (e non smetteranno di farlo) per vedersi riconosciuti pari diritti rispetto agli altri cittadini.

Un'unica cosa cambierei del suo articolo, la conclusione dove dice che "i gay californiani sono gli unici a non essersi goduti appieno la festa per Obama, per questo, tra l'altro". In realtà non solo i gay californiani, ma tutti i gay, almeno quelli che hanno a cuore i diritti civili, propri e di tutta la società.

Vota l'articolo:
4.00 su 5.00 basato su 3 voti.  
  • shares
  • +1
  • Mail
7 commenti Aggiorna
Ordina:

I VIDEO DEL CANALE DONNA DI BLOGO