Guai in vista per la Binetti per le sue affermazioni su omosessualità e pedofilia

Paola BinettiCome avevamo accennato, Andrea Benedino - membro dell'assemblea nazionale del PD nonché gay - ha denunciato la Binetti al partito per ”incompatibilità ai sensi dell'articolo 41 dello statuto e della carta dei valori” per via delle sue frasi su omosessualità e pedofilia. E pare che le cose per la Binetti non si stiano mettendo bene. Il fatto che abbia chiesto scusa vuol dire che un po' di paura la Binetti la sta provando, anche se le sue scuse sono un'ulteriore accusa: ha semplicemente detto di essere stata fraintesa e non ha ritrattato nulla. Domani si riunirà la commissione che dovrà valutare in merito alla denuncia.

Ma intanto la Binetti non demorde e afferma che i gay fanno sempre le vittime:

“Ho spiegato che tendenze gay fortemente radicate possono portare alla pedofilia. Si può dire? O è omofobia? Voglio avere il diritto di parlare e di pensare. Attendo con ansia la decisione della commissione martedì. Facciamo chiarezza una volta per tutte: se esprimere il proprio pensiero è reato di omofobia o se invece nel Pd si tende a perseguire il reato di opinione”.

Se le sue scuse potevano farla sempre un minimo “pentita” queste sue ultime affermazioni dimostrano che non lo è affatto. Allora, carta e penna (o meglio tastiera ed email) e scriviamo entro domani alla Commissione di Garanzia del PD. Questi gli indirizzi email:

Ricordiamoci che più email giungeranno e meglio sarà. Come testo, potete scrivere il seguente (preso da qui) ricordandosi di mettere le proprie generalità alla fine, come indicato:

Alla Commissione Nazionale di Garanzia del Partito Democratico

OGGETTO: ricorso contro le dichiarazioni dell’on. Paola Binetti al Corriere della Sera del 31 ottobre 2008 ex art. 21 Statuto nazionale

Cari amici e compagni,

le dichiarazioni rilasciate dall’on. Paola Binetti al Corriere della Sera del 31 ottobre 2008 in un’intervista ad Alessandra Arachi, in cui viene fatto un pericoloso accostamento tra omosessualità e pedofilia, evocando il rischio che dalle tendenze radicate della prima possano nascere le conseguenze della seconda, sono in totale contraddizione:

- con i principi stabiliti dallo Statuto Nazionale all’art. 1 comma 6 (“Il Partito Democratico riconosce e rispetta il pluralismo delle opzioni culturali e delle posizioni politiche al suo interno come parte essenziale della sua vita democratica, e riconosce pari dignità a tutte le condizioni personali, quali il genere, l’età, le convinzioni religiose, le disabilità, l’orientamento sessuale, l’origine etnica.”),
- con quanto previsto nel Codice Etico al punto 2 del secondo capoverso (“Le donne e gli uomini del Partito Democratico…contrastano ogni forma di discriminazione in nome dell’uguaglianza sostanziale”)
- con il Manifesto dei Valori del Partito Democratico, laddove si afferma che “Il Partito Democratico si impegna affinché la cultura dei diritti umani sia sempre più condivisa, al di là delle barriere politiche, geografiche, religiose. Essa mira a eliminare ogni violazione della dignità e della vita della persona, rimuovendo le cause che possono pregiudicarne lo sviluppo, e ogni discriminazione e violenza per motivi di appartenenze razziali e sociali, di schieramento politico e culturale, di religione, di genere e di orientamento sessuale”.

Per questi motivi, richiamando l’art. 21 dello Statuto nazionale (“Non possono aderire al Partito Democratico come elettori o come iscritti, non possono essere candidate a cariche interne del Partito o essere candidate dal Partito a cariche istituzionali le persone che risultino escluse sulla base del Codice etico”), e ritenendo incompatibili le dichiarazioni rilasciate con le norme su richiamate, sono a richiedere che vengano assunte quanto prima tutte le più opportune decisioni.

Cordiali saluti,

(vostro nome e cognome, ruolo eventuale ricoperto nel PD e riferimenti di mail e telefono)

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