
In breve la notizia e poi il commento. Una transessuale è stata trovata sgozzata nella sua villetta in provincia di Novara, sul Lago Maggiore. Aveva trent’anni, viveva da due anni nella casa dove è stata trovata morta e, come tutti, aveva degli amici (è stato proprio un suo amico ad allertare i carabinieri). Sottolineamo questi aspetti banali per mostrare che la vittima di quest’omicidio era, prima che trans, una persona; conduceva una vita “normale”, non era un mostro. Ma pare che questa considerazione non sia di molta importanza. L’unica cosa che sembra importare a Repubblica è il fatto che probabilmente la transessuale si prostituiva.
Ora vi spieghiamo perchè il modo in cui la notizia è data ci disgusta. I motivi sono tre. Primo: la questione dell’uso della lingua nelle sue declinazioni, nella convinzione che le parole siano specchio della mentalità. Di un individuo di sesso maschile che passa al femminile (volgarmente “diventa donna”) si parla al femminile. Gli si attribuiscono cioè i pronomi e gli aggettivi del genere di destinazione. E questo vale a prescindere dal fatto che il transito sia completo o no (ovvero dal fatto che la persona sia completamente operata o meno). Un discorso analogo, con aggettivi e pronomi declinati al maschile, vale ovviamente per i transessuali che da donna diventano uomini. Fare un uso appropriato della lingua è un atto di rispetto nei confronti delle scelte della persona. La transessuale uccisa di cui parla l’articolo è doppiamente uccisa, secondo noi, per il fatto che la notizia della sua morte venga data al maschile.
Secondo: l’articolo ha un errore grossolano di giornalismo. Più che un errore è la dimostrazione di come opera un pregiudizio nelle strutture profonde della nostra società. La vittima è transessuale e l’articolo non specifica che è anche una prostituta. Semplicemente lo dà per scontato, come se tutte le transessuali fossero prostitute. Il che è palesemente sbagliato e per questo offensivo.
Terzo: qualcuno dovrebbe impedire ai giornalisti (e non parliamo di scribacchini del ciclostilato di paese, ma della redazione di Repubblica…) di smetterla di pensare che esista un torbido “mondo dei trans”, così come non esiste un Bronx gay o lesbico. Di torbido, dalle nostre parti, ci sono solo l’ignoranza e i pregiudizi che generano la violenza. Il resto è chiacchiera e insulto.
giops
27 nov 2006 - 02:20 - #1la critica a diversi giornalisti per la loro insensibilità o per gli errori grossolani fatti negli articoli o nei servizi per il telegiornale è una vecchia storia.. ci sono orrori simili in molti articoli, e praticamente in ogni campo…
in questo caso però non è stata rispettata la vittima di un agguato che oltretutto non è riuscita a sopravvivere ai suoi assalitori.
Una maggiore attenzione da parte dei giornalisti almeno per notizie così delicate sarebbe auspicabile
Ale
27 nov 2006 - 09:50 - #2Ma il perchè non lo sappiamo,non possiamo parlare a vanvera.Insomma non è detto che sia stato ucciso perchè discriminato o perchè trans.Magari è stato ucciso per un torto o per qualcos’altro di grosso.che ne sappiamo noi,come hai scritto nell’articolo “è una persona”,certo che lo è e come persona chi lo dice che non abbia fatto qualcosa per meritarsi questo?
Pitpit
27 nov 2006 - 13:11 - #3@Ale : “…abbia fatto qualcosa per meritarsi questo?” e’ una frase che merita approfondimento.
Se esiste “qualcosa” (qualsiasi cosa) che ti faccia meritare di essere ammazzato a casa tua, siamo proprio arrivati alla frutta. E’ lo stesso atteggiamento che usano gli Americani (intesi come governo di quel paese) quando danno la pena di morte. Sono contrario. Punto. Senza se e senza ma. L’importanza di questa frase che usi Ale, e’ che da’ modo di capire come mai ancora oggi c’e’ chi pensa che la guerra posssa essere mezzo di risoluzione di controversie internazionali (questo mi ricorda qualcosa a proposito della Costituzione…) e che la pena di morte possa essere “meritata”.
Ti rispetto, ma la mia posizione e’ ASSOLUTAMENTE da un’altra parte.
alessandro
27 nov 2006 - 13:17 - #4Ho come l’impressione che l’infelice uscita di “Ale” sia solo uno strafalcione linguistico. Questo riporta il problema alla radice dell’articolo di Queer: le parole sono pietre, e non andrebbero mai usate a vanvera. Il consiglio per giornalisti o… qualsiasi altra persona si metta a scrivere, sarebbe: rileggete più volte quello che scrivete, e soprattutto siate assolumente sicuri di aver detto quello che realmente pensavate.
Ale
27 nov 2006 - 13:33 - #5Certo,la gente che uccide ha sicuramente qualche problema mentale comunque ti faccio un’esempio,io ho 2 sorelle,oggi come oggi gli stupratori sono tantissimi,se stuprassero le mie sorelle stai sicuro che verrebbero uccisi.
silenzioso bastardo
27 nov 2006 - 14:11 - #6non è detto che sia stato ucciso perchè discriminato o perchè trans….E meno male che ci lamentavamo del fatto che veniva nominato al maschile!!! Vedo che siete attenti nella lettura.
Meglio sarebbe stato: “Non è detto che sia stata uccisa perchè discriminata o….” E basta su…sembra provocatorio…o lo è?
Ale
27 nov 2006 - 15:49 - #7…Mah…
jodie
27 nov 2006 - 15:57 - #8beh mi sembra abbastanza logico… se qualcuno si sente donna e aspira a diventarlo, vuol essere chiamata al femminile… non mi sembra così difficile da capire. chiamare al maschile una creatura con fattezze femminili è decisamente offensivo a mio parere. questo succede perchè la gente non ha rispetto - siamo così preoccupati a parlarci addosso che non ci accorgiamo di chi sta davanti a noi.
queerblog
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Transessuale a 12 anni
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Il mondo di Tatiana | Nazione Indiana
23 mar 2007 - 08:18 - #11[…] Secondo i dati raccolti dall’associazione Crisalide, nel triennio 2003-2005 l’Italia è stato il secondo paese al mondo per numero di transessuali uccisi/e, sette, dietro solo agli Stati Uniti, molto avanti a tutti gli altri paesi europei. Del 2006 è un altro caso di una ragazza transessuale sgozzata vicino Novara, e ancora una volta, come nel caso di Gisberta, la condanna degli attivisti GLBT si rivolge prevalentemente alla narrazione superficiale del fatto sui mezzi di comunicazione, dove la disattenzione del giornalista rende spesso evidenti i suoi pregiudizi ammiccanti, la pruderie, il moralismo. […]
Giulia1975
16 mar 2008 - 11:35 - #12Le ragazze transessuali ed i ragazzi transessuali meritano rispetto sempre, comunque ed ovunque!!!