Secondo monsignor Sigalini il riconoscimento delle coppie di fatto non è una priorità

Secondo monsignor Sigalini il riconoscimento delle coppie di fatto non è una priorità

Diciamo che nonostante certe volte mi irriti, io rimango sempre per la mia visione libertaria, è necessario farlo – se no dove sta il rispetto per la diversità? – e prendere la dichiarazione di monsignor Domenico Sigalini, vescovo di Palestrina e capo della Commissione Cei per il Laicato, per quello che è: l'espressione del pensiero di un conservatore, rappresentante dell'Azione Cattolica, anche lui convinto che la crisi della famiglia, come già ripetuto in forme diverse dal Papa in persona, passi dalla negazione di pari diritti per tutti. Un pensiero però, con dei punti critici che vale la pena analizzare.

Secondo me, siamo proprio fuori di testa se si pensa che questa sia la priorità

Secondo monsignor Sigalini il riconoscimento delle coppie di fatto non è una prioritàHa risposto il monsignore, interpellato dalla Radio Vaticana riguardo la presa di posizione di Silvio Berlusconi che si è detto disponibile al riconoscimento giuridico delle coppie di fatto, anche omosessuali. E se Berlusconi, nella sua corsa alla poltrona, ha preso esempio da altri Paesi anche solo per raccogliere consensi e raggranellare voti, la chiesa non ci sta.

Sigalini ha sostanziato il suo intervento con altre affermazioni che intervengono in altri ambiti, che non sono prettamente religiosi, ma sconfinano nella politica, soprattutto se attengono a dichiarazioni pronunciate in vista delle prossime elezioni:

Si tratta di alcune persone che devono veder riconosciuti i diritti, ma non si tratta assolutamente di una priorità.

E poi si insiste sulla doppia moralità, tratto distintivo di un'accettazione tutta italica dei diversi orientamenti sessuali, che si può riassumere: sono liberi di fare quello che vogliono, basta che non venga riconosciuto pubblicamente né tantomeno accettato.

Riconoscerli vuol dire che possono decidere di vivere la loro vita, ma non possono sostituire la famiglia con la loro unione.

Ma se la famiglia è l'ultimo baluardo contro l'individualismo e la perdita dei valori, non varrà la pena, appoggiarla sempre e comunque, persino estenderla ad altri? Sigalini naturalmente ha le idee chiare. La famiglia è solo quella tradizionale, non si può scegliere:

Non c’è disprezzo per nessuno c’è comprensione, ma di fronte a noi c’è un dato fondamentale della nostra vita, dell’esperienza cristiana, della Bibbia stessa, che non ci permette assolutamente di avallare un discorso del genere, soprattutto di fronte ad una famiglia, che sta dimostrandosi attualmente l’unico punto di salvezza di questa nostra crisi, tra l’altro.

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