La lotta di Sandra Alvino, esponente storica del movimento trans italiano

Sandra Alvino con il maritoSandra Alvino (in foto con il marito) è la presidente dell'Associazione Italiana Transessuali e non ce la fa più ad essere discriminata. Ha sessantaré anni e da venticinque è sposata. Per questo rinuncia al suo sogno di essere - e sentirsi - donna. Nata uomo, Sandra Alvino è diventata donna. Ma ora dichiara:

“Poiché non sono mai stata considerata donna, né dalle istituzioni pubbliche, né dalla Chiesa, rigetto il documento che all'anagrafe mi definisce tale e voglio che mi si chiami Sandro. Il documento anagrafico non mi è servito che a subire un grave danno psicologico. Non desidero più essere derisa e umiliata, essere considerata un soggetto pericoloso e non poter avere nemmeno la patente di guida”.

E, amareggiata, conclude: “Meglio allora tornare Sandro”.

In questi giorni, poi, ha manifestato contro la sede della Regione Toscana a Firenze per protestare contro la revoca del suo assegno di mantenimento. Intenzione della Alvino, infatti, è protestare anche contro:

“tutti i sindaci-sceriffo che puniscono l'accattonaggio, e programmano pene e provvedimenti contro chiunque cerchi di risolvere il proprio disagio economico in modo pacifico, limitandosi a chiedere solo la solidarietà del prossimo. Recentemente ho dovuto rinunciare, malgrado la mia invalidità al 100% al mio assegno di accompagnamento. Con mio marito adesso dobbiamo vivere con 600 euro al mese. Chiedo quindi il diritto di sopravvivere con le elemosine del mio prossimo, sperando che almeno da loro arrivi quella solidarietà che le istituzioni mi negano. Altrimenti con mio marito e con le persone che vivono in condizioni ancora peggiori delle nostre, decideremo di lasciarci morire di fame. Pubblicamente”.

Mirella Izzo e Francesca Busdraghi, presidente e segretaria nazionale di AzioneTrans hanno espresso solidarietà a Sandra Alvino.

“Con il suo gesto Alvino afferma ed evidenzia un gravissimo stato di emergenza delle persone transessuali e transgender in Italia. Un'emergenza che punta diritta alla ormai sempre più difficile autosussistenza”.

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