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Omosessualità e Vangelo. Il nuovo libro di Pasquale Quaranta e don Franco Barbero

Pubblicato: 16 ott 2008 da Robo

copertina del libro Omosessualità e Vangelo. Franco Barbero risponde a cura di Pasquale QuarantaÈ in libreria in questi giorni il nuovo libro di Pasquale Quaranta sul rapporto tra vangelo ed omosessualità dal titolo Omosessualità e Vangelo. Franco Barbero risponde. Queerblog ne aveva già parlato qui, proponendo anche un sondaggio su cattolicesimo e omosessualità.

Don Franco Barbero è uno di quei sacerdoti messi a tacere dal Vaticano per via delle sue idee troppo “aperte”. Ma don Franco non ha taciuto e nella sua comunità, a Pinerolo (To), ha continuato ad annunciare il Vangelo, ponendo attenzione agli esclusi dalla chiesa cattolica. Nella comunità di don Barbero l’amore gay è benedetto come un dono di Dio e si disubbidisce alle autorità vaticane in nome dell’ubbidienza al vangelo.

Nel 2001 Pasquale Quaranta – giovane studente, gay cattolico – dopo l’ennesimo fervorino di un confessore ad affezionarsi ad “una bella ragazza” e a sconfiggere il peccato, scrive a don Barbero. Il sacerdote gli risponde con parole di conforto e di incoraggiamento. Da allora è iniziato un confronto tra Pasquale Quaranta e don Franco e le molte lettere che il sacerdote riceve e alle quali risponde.

“Le lettere sono un’interessante miscela di tutte le storture dell’educazione cattolica che ha indotto molti gay e molte lesbiche a introiettare forme di omofobia difficili da rimuovere perché avallate dalla “verità” unica della chiesa secondo la quale l’orientamento omosessuale è un oggettivo disordine morale e un gay o una lesbica non possono essere in grado di amare” (Francesco Gnerre).

Il libro si pone delle domande: Perché la comunità non può accogliere con gioia la testimonianza dell’amore gay? Perché la celebrazione di questo amore non può avere la dignità di matrimonio? E don Franco Barbero risponde.

PS: continuiamo a scrivere don Franco Barbero perché il sacerdozio - nell’insegnamento della Chiesa Cattolica - imprime il “carattere” e una volta conferito non può essere tolto. Un sacerdote è sacerdote in eterno, anche se viene sospeso a divinis o ridotto allo stato laicale. Gli viene impedito di esercitare, ma non gli può essere impedito di essere quel che è, ontologicamente parlando.

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2 commenti

Commenti dei lettori

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  • Trizziano

    16 ott 2008 - 19:28 - #1
    0 punti
    Up Down

    I questi cattolici proprio non li capisco.

    Mica glielo ha prescritto il dottore di appartenere alla chiesa cattolica apostolica romana.

    La Bibbia, dall’antico testamento fino alle tremende lettere di san Paolo di Tarso, è inequivocabilmente omofoba. Punto.
    Se ne facciano una ragione.

    Non si può avere la botte piena e la moglie ubriaca: se vuoi essere cattolico, obbedisci alla tua chiesa, altrimenti definisciti vagamente cristiano, tendente alla new-age.
    O si diano al pantesimo, al deismo, ma la smettano di storpiare un libro omofobo a loro piacere.

  • Erre

    05 nov 2008 - 00:13 - #2
    0 punti
    Up Down

    Caro Trizziano,
    non ho deciso di essere cattolico, sono nato e mi hanno battezzato. Essendo omo perché devo cambiare bandiera?
    Sarebbe meglio, invece di criticare, capire il disagio vissuto e la nuova rinascita dopo aver conosciuto Pinerolo e Don Franco Barbero.

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