Omosessualità e Vangelo. Il nuovo libro di Pasquale Quaranta e don Franco Barbero

copertina del libro Omosessualità e Vangelo. Franco Barbero risponde a cura di Pasquale QuarantaÈ in libreria in questi giorni il nuovo libro di Pasquale Quaranta sul rapporto tra vangelo ed omosessualità dal titolo Omosessualità e Vangelo. Franco Barbero risponde. Queerblog ne aveva già parlato qui, proponendo anche un sondaggio su cattolicesimo e omosessualità.

Don Franco Barbero è uno di quei sacerdoti messi a tacere dal Vaticano per via delle sue idee troppo “aperte”. Ma don Franco non ha taciuto e nella sua comunità, a Pinerolo (To), ha continuato ad annunciare il Vangelo, ponendo attenzione agli esclusi dalla chiesa cattolica. Nella comunità di don Barbero l’amore gay è benedetto come un dono di Dio e si disubbidisce alle autorità vaticane in nome dell’ubbidienza al vangelo.

Nel 2001 Pasquale Quaranta – giovane studente, gay cattolico – dopo l’ennesimo fervorino di un confessore ad affezionarsi ad “una bella ragazza” e a sconfiggere il peccato, scrive a don Barbero. Il sacerdote gli risponde con parole di conforto e di incoraggiamento. Da allora è iniziato un confronto tra Pasquale Quaranta e don Franco e le molte lettere che il sacerdote riceve e alle quali risponde.

“Le lettere sono un’interessante miscela di tutte le storture dell’educazione cattolica che ha indotto molti gay e molte lesbiche a introiettare forme di omofobia difficili da rimuovere perché avallate dalla “verità” unica della chiesa secondo la quale l’orientamento omosessuale è un oggettivo disordine morale e un gay o una lesbica non possono essere in grado di amare” (Francesco Gnerre).

Il libro si pone delle domande: Perché la comunità non può accogliere con gioia la testimonianza dell'amore gay? Perché la celebrazione di questo amore non può avere la dignità di matrimonio? E don Franco Barbero risponde.

PS: continuiamo a scrivere don Franco Barbero perché il sacerdozio - nell'insegnamento della Chiesa Cattolica - imprime il “carattere” e una volta conferito non può essere tolto. Un sacerdote è sacerdote in eterno, anche se viene sospeso a divinis o ridotto allo stato laicale. Gli viene impedito di esercitare, ma non gli può essere impedito di essere quel che è, ontologicamente parlando.

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