Essere gay in Nigeria, vivere da fuorilegge

Essere gay in Nigeria, vivere da fuorilegge

Si può leggere dal web e scaricarlo come ho fatto io. Il Same-Sex Marriage (Prohibition) Bill, ovvero la carta che sancisce la proibizione di contrarre matrimonio fra persone dello stesso sesso in Nigeria, esteso anche alle unioni civili, ma anche alle riunioni, di omosessuali, ai club, alle esternazioni in pubblico, come stringersi la mano o sorridersi, di persone gay.

Una proposta di legge, dichiaratamente omofoba, quella a cui si appresta a lavorare il Parlamento, che contiene disposizioni e sanzioni penali per chi celebra cerimonie di matrimonio tra persone dello stesso sesso. Non è difficile immaginare quanto questo disegno di legge rischi di criminalizzare ed esporre le persone LGBT alla persecuzione.

Essere gay in Nigeria, vivere da fuorileggeScrive Gailymail:

In quanto paese più popoloso dell'Africa, e leader mondiale emergente, la Nigeria ha una responsabilità particolare di vedere al di là di ristretti orizzonti e abbracciare una visione del mondo che è comprensivo dei diritti di tutti i suoi cittadini. La Nigeria è un paese vasto e diversificato. Le persone LGBT sono parte di quel ricco arazzo.

La Nigeria conta più di duecentocinquanta etnie e lingue diverse; una guerra civile, portò, tra il 1967 e il 1970, alla decimazione delle popolazioni del Biafra, Stato secessionista. Ex colonia britannica, la Nigeria nel 1961 è stata annessa alla sezione settentrionale dell'ex Camerun britannico, a seguito di un referendum.  Nel sistema giudiziario si trovano un mix di credenze, usi e costumi, che si fonda sulla Common Law britannica, sulla legge islamica e su consuetudini tribali e dove ancora vige la pena di morte.

Quando leggi le notizie sulla storia di questo Paese immenso ti accorgi che, perlopiù, sono i racconti di chi l'ha colonizzata, da cui ha finito con l'assorbire anche usi e costumi, compresa la moralità religiosa dei colonizzatori missionari, innestata su una visione di evidente disparità di genere, con una condizione di assoluta subalternità delle donne. Un Paese lacerato da due religioni potenti, Islamica e Cristiana, che paradossalmente sembra riescano a trovare un punto di unione nell'avversione all'omosessualità.

Nella legge divieto ci sono disposizioni inquietanti, a pagarne le conseguenze non solo i gay in prima persona, ma persino familiari e amici, chi non li denuncia è considerato complice di un reato grave, che prevede pene fino ai 14 anni di detenzione. Davanti alle giuste rimostranze del venticinquenne Rashidi Williams, uno dei pochi attivisti dichiaratamente gay della Nigeria, più volte vittima di attacchi verbali (e non solo, una clavicola rotta mentre passeggiava con un amico maschio) ha risposto Abike Dabiri, deputata, attraverso la BBC:

Tu hai diritto alle tue preferenze sessuali, ma le vuoi trasformare in matrimonio, capisci che potresti calpestare i diritti umani delle persone che lo trovano repellente?

Come riporta la stessa BBC, Rashidi continua il suo lavoro:

Mr Williams ora lavora per una organizzazione che cerca di proteggere i diritti e bisogni di salute di omosessuali, bisessuali e transgender. È il tipo di gruppo che potrebbe essere vietato ai sensi della legislazione proposta.

Foto | By Rei-artur pt en Rei-artur blog [GFDL, CC-BY-SA-3.0 o CC-BY-SA-2.5-2.0-1.0], attraverso Wikimedia Commons

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