Stilista aggredito a Istanbul per le sue dichiarazioni pro gay

Omofobia in Italia

Lo stilista turco Barbaros Şansal, gay dichiarato, è stato aggredito per strada a Istanbul a fine dicembre. Secondo la testimonianza dello stesso stilista, la brutale aggressione è dovuta alle sue dichiarazioni a favore dei diritti lgbt pubblicate sul giornale Sözcü. È lo stesso Barbaros Şansal che racconta dell’aggressione su Twitter, allegando anche diverse foto:

Mi hanno minacciato e aggredito per ragioni politiche… Mi hanno detto che la dovevo pagare con la vita per i miei scritti e per le mie opinioni.

Poche settimane fa, Şansal aveva concesso un’intervista al giornale Sözcü in cui, oltre a difendere i diritti del collettivo lgbt, ha anche parlato delle violenze e delle torture ricevute dalla polizia nel periodo del golpo di stato del 1980.

Non dimentichiamo che alcuni mesi fa il governo turco si è rifiutato di includere l’orientamento sessuale e l’identità di genere all’interno degli articoli sull’uguaglianza nella nuova Costituzione.

La situazione della comunità lgbt turca è abbastanza complessa e potremmo riassumerla nei seguenti punti:

  • non c’è alcun riconoscimento delle coppie e delle famiglie lgbt;

  • le coppie dello stesso sesso non possono adottare;

  • la riassegnazione del genere per le persone transessuali può essere ottenuto solo dopo la sterilizzazione e il divorzio;

  • non c’è una legge contro l’omofobia;

  • non c’è alcuna legge contro le discriminazioni;

  • secondo ILGA Europe le autorità turche hanno violato il diritto di associazione delle persone lgbt nell’ultimo decennio.

A ben guardare non è che la situazione italiana sia poi così diversa da quella turca…

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