La legislatura di Paola Concia e la delusione primarie del 2012

Paola_Concia

Appare in questi giorni sulle pagine del blog dell'onorevole Paola Concia un'infografica che traccia il bilancio della sua legislatura dal 2008 a oggi, riassume la sua attività nelle pari opportunità, comprende la proposta di legge per il riconoscimento delle coppie omogenitoriali, per il matrimonio fra persone dello stesso sesso, l'estensione della legge Mancino, tutte azioni che confermano il lavoro della deputata Pd, nell'ambito dei diritti civili, un'attività che ha segnato diversi traguardi significativi, compreso l'incontro pubblico tra le associazioni LGBQT e il Presidente Napolitano. Con la sua dialettica franca, la Concia, ha denunciato anche la bocciatura della legge contro l'omofobia. Si legge dalle sue note biografiche:

Perché conduco la mia battaglia per i diritti civili dentro un partito e non dentro il movimento? Perché se i partiti, e in particolare il più grande partito italiano del centro sinistra, non assumono su di sé questa battaglia, questa battaglia non si vince, semplicemente. E questa battaglia la vorrei vincere.

PD: PRESENTAZIONE DI "ITALIA BENE COMUNE"A ribadire l'importanza del ruolo della Concia, un pezzo di Mario Pirani, apparso nella sua rubrica, Linea di Confine, curata per il quotidiano la Repubblica, che punta il dito su una questione spinosa:

La storia della candidatura di Paola Concia al futuro Parlamento sta diventando una vicenda assai sgradevole quanto negativa. Come sempre quando è in ballo la conquista di nuovi diritti civili.

Il titolo dell'articolo è emblematico, All'onorevole omosessuale non si risponde al telefono. La vicenda in questione riguarda le recenti primarie, denominate, parlamentarie:

Oggi siamo alla vigilia delle nuove elezioni. La Concia chiede ai dirigenti pugliesi di presentarsi alle primarie. Per quattro volte non le rispondono neppure al telefono. Qualche reggi coda le dice di nutrire fiducia: alla fine le troveranno un posto in qualche listino. Intanto speri e taccia. Una vera e propria vergogna per chi reputa la difesa dei diritti civili uno degli snodi fondamentali di una politica di sinistra.

L'articolo e l'anno, dunque, si sono conclusi amaramente, per la Concia e soprattutto per i diritti civili.

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