Per mons Paglia famiglia vera è quando uomo e donna si uniscono per generare figli

Monsignor Vincenzo PagliaFamiglia Cristiana ha deciso di eleggere come personaggio italiano dell’anno 2012 la famiglia. Per sottolineare tale scelta ha intervistato monsignor Vincenzo Paglia, presidente del Pontificio consiglio per la famiglia, che ha voluto dire la (sua) verità sulla famiglia. Innanzitutto per il vescovo non si deve parlare di famiglie ma di famiglia:

Occorre totale chiarezza, per evitare la babele dei linguaggi. Famiglia è, in tutte le realtà e in tutti i secoli, quella dove un uomo e una donna si uniscono per generare figli e dare continuità alla storia umana. Abusare della parola “famiglia” per descrivere altre realtà è scardinare la verità. E dobbiamo stare attenti ad abolire le differenze, ritenendole distruttrici dell’uguaglianza, poiché è vero esattamente il contrario. La differenza è un valore da difendere e da rispettare all’interno dell’ordine delle cose. Diversa è la questione dei diritti individuali, relativi per esempio alle questioni patrimoniali, che possono essere tranquillamente regolati dalla giurisprudenza.

Per mons Paglia famiglia vera è quando uomo e donna si uniscono per generare figli

Pertanto le coppie uomo e donna regolamente sposate in chiesa ma che per un qualunque motivo non hanno figli, non sono una famiglia. Inoltre, da sottolineare come per Sua Eccellenza la diversità è sì un valore, purché si tratti di una diversità normale....

L’autore dell’intervista – Antonio Sciortino che è il direttore responsabile di Famiglia Cristiana – fa notare poi a monsignor Paglia che secondo alcuni questa posizione è antiquata. E il presule risponde:

Per nulla. La controprova che, invece, la Chiesa è capace di guardare lontano, tenendo ben presente anche il passato, viene da ciò che si è evidenziato in Francia, dove i vescovi hanno precisato con forza le obiezioni a riguardo dei “matrimoni” omosessuali e delle adozioni da parte dei gay, trovando al proprio fianco non soltanto le altre fedi religiose,ma anche una grande parte della società civile, che si è resa conto che si tratta di un tema “laico”, che riguarda tutti. Noi non affermiamo tali posizioni perché siamo tradizionalisti o conservatori di un istituto ormai superato. È in questione la sopravvivenza stessa della società. Semmai, siamo “conservatori dell’avvenire”.

E poi ci tiene a precisare che affermare queste cose non è fare ingerenza nella questioni civili

La Chiesa, che è “esperta in umanità”, come diceva Paolo VI, conosce bene i drammi degli uomini. E sa bene che,se non ci fosse la famiglia, la nostra società sarebbe ancor più crudele. Ecco perché sente la responsabilità di intervenire in questo campo a tuttotondo. La famiglia non è semplicemente un patto d’amore fra due persone,magari scambiando questo amore per un sentimento romantico che va e viene a seconda degli alti e bassi della propria psicologia.La famiglia aiuta ad apprendere la convivenza,a interessarsi degli altri, a sentire la responsabilità della vicinanza ai più deboli, a condividere il concetto di cittadinanza che è alla base di ogni società.

Proprio perché la chiesa non interferisce nell’ordinamento dei singoli stati, monsignor Paglia si augura che il prossimo Governo ripristini il ministero per la Famiglia:

Mi auguro davvero che nel prossimo Governo si ripristini il ministero per la Famiglia. E speriamo che non sia, come le famiglie d’oggi, “senza portafoglio”, ma abbia anche possibilità concrete di intervenire. Le priorità non spetta a me definirle, ma credo fermamente che sia necessario riproporre la famiglia al centro del dibattito politico, economico e culturale, affrontando i tanti temi che la riguardano: dal problema dei figli alla fiscalità, dall’assistenza agli anziani e ai disabili a una seria politica della casa e del lavoro.

Quindi conclude:

Da recenti studi risulta che la famiglia normocostituita, ossia quella con padre, madre e figli, è la risorsa più preziosa della società: i suoi membri vivono più a lungo, producono più ricchezza, hanno minori problemi psicologici e riescono a tessere un’ampia e robusta rete di relazioni sociali. Questo è il tessuto che sta permettendo all’Italia di resistere come nazione. Questa famiglia è un vero e proprio capitale sociale, umano oltre che economico.

Naturalmente non cita nemmeno uno di questi “recenti studi”: ma si sa, i vescovi hanno la scienza infusa e non devono giustificare quello che dicono. Mica sono comuni mortali come noi…

Foto | Getty

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