A Roma un carabiniere ferma due ragazze che si stavano baciando alla stazione

A Roma un carabiniere ferma due ragazze che si stavano baciando

“Uno schifo e una vergogna”; “due femmine certe cose è meglio che le vanno a fare di nascosto”: è quanto si sono sentite dire due ragazze ad Acilia, frazione di Roma, qualche giorno fa. Le due ragazze si sono scambiate un bacio nel piazzale dinanzi la stazione di Acilia e un carabiniere in servizio si è avvicinato a loro, urlando loro di spostarsi. Racconta Imma Battaglia, presidente di Di'Gay Project:

Alla richiesta ferma di G. [una delle due ragazze, ndr] di motivare quel comportamento il carabiniere ha reagito chiedendo i documenti alle ragazze. Dopo averle trattenute per circa venti minuti, ha minacciato di denunciarle per atti osceni in luogo pubblico intimando “Ormai so chi siete”

Così ricostruisce la vicenda Imma Battaglia:

G. si è poi rivolta alla caserma di Acilia, che però era chiusa. Al citofono gli agenti le hanno risposto che non erano tenuti a comunicarle le generalità del carabiniere in servizio. I nostri avvocati hanno allora consigliato alla ragazza di sporgere denuncia presso la caserma di polizia di un'altra zona, cosa che G. ha poi fatto.

E chiosa:

Di fronte all'atteggiamento rilassato e senza difese di due persone che si salutano l'attacco immotivato da parte di un agente in divisa si configura come un abuso di potere a sfondo omofobico. Per questo sono necessarie azioni di formazione e perciò chiediamo un incontro con il dirigente di riferimento. Un bacio è un atto d'amore. A essere oscene in ogni luogo pubblico sono sempre e soltanto la violenza e la discriminazione.

L'Italia continua a confermarsi sempre più fanalino di coda in Europa e nel mondo intero per il rispetto delle persone che si amanno.

Foto | Getty

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