Venanzio Fortunato, santo e poeta

Venanzio Fortunato

Venanzio Fortunato ci fa risalire oggi la corrente impetuosa del passato, dalla provincia di Treviso in cui era nato nel lontano 530 fino a Poitiers, dove visse gran parte della sua vita sotto l’alta e pia protezione della regina franca Radegonda e della figliastra di quest’ultima, la principessa Agnese, badessa di un importante convento.

Oggi il nome di Venanzio Fortunato figura nei calendari dei santi della Chiesa Cattolica, ma durante la sua lunghissima vita non fu solo prete e vescovo, ma anche poeta di corte che secondo l’uso di quegli anni usava il latino come lingua d’espressione.

Una delle sue poesie è stata inserita da Stephen Coote nella celebre raccolta Penguin Book of Homosexual Verse. Parole le sue nutrite da un omo-eroticismo che non sembrano lasciare dubbi, che attraverso evocazioni di burrasche e fortunali ci raccontano di un grande amore. Della solitudine del cuore senza la presenza dell’amato.

Uomo colto che aveva studiato grammatica, retorica e diritto sia ad Aquileia che a Ravenna, Venanzio Fortunato venne nominato vescovo di Poitiers solo due anni prima di morire (607)

Il quadro che apre il post porta la fimra di Lawrence Alma-Tadema e ritrae Venanzio Fortunato mentre legge i suoi poemi a Radegonda VI.

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