Sarajevo, musulmani contro il festival gay nel Ramadan

Come al solito in nome di una religione qualcuno si sente in diritto di negare i diritti di qualcun altro. Stavolta non parliamo del Vaticano e dell'Italia, ma della Bosnia Erzegovina e dell'Islam. A settembre, dal 24 al 28, nella capitale Sarajevo è previsto il primo Queer Sarajevo festival, promosso dalla Organizzazione Q, una ong che difende i diritti delle persone lgbt. Quattro giorni di spettacoli multimediali per "distorcere, ridefinire, confermare... sesso, genere, orientamento sessuale, identità sessuale, espressione del genere".

Peccato che settembre sia anche il mese del Ramadan, sacro ai musulmani che ormai sono la maggioranza nella Sarajevo che prima del conflitto dei Balcani era la capitale più multietnica e tollerante del mondo. Per questo la comunità musulmana ha protestato, sostenendo che un festival gay potrebbe disturbare e sporcare la sacralità del mese del Ramadan e provocare reazioni violente. Speriamo proprio di no e speriamo che il fanatismo religioso la smetta di fare premio sulla ragione.

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