Gerusalemme, candidato sindaco promette No al Pride

Si vota per eleggere il nuovo sindaco di Gerusalemme e, tra le diverse questioni, emerge anche il nodo del Gay pride. Uno dei candidati, il multimilionario Arkadi Gaydamak, ha annunciato che, se eletto, farà di tutto per impedire che si celebri ancora il Gay Pride nella capitale israeliana.

Ovviamente, come accade sempre, Gaydamak ha sostenuto di non essere omofobo, ma di opporsi alla marcia perché Gerusalemme è la città santa per ebrei, cristiani e musulmani. In ogni caso, il milionario, che investirà parte della sua fortuna nella campagna elettorale, in questo momento si piazza al terzo posto nei sondaggi elettorali.

Quest'anno, dopo numerose proteste, il Gay Pride si è effettivamente svolto a Gerusalemme, nonostante i tentativi del municipio di bloccarlo. Infatti la Corte Suprema di Israele dichiarò che la Costituzione tutelava la libertà di manifestazione, anche di gay lesbiche bisex e trans e dunque che il Gay Pride non poteva essere vietato. Circa tremila persone marciarono scortate da duemila agenti di polizia. Ci sarà ancora un Pride?

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