Decine di migliaia di francesi manifestano a favore delle nozze gay

Decine di migliaia di persone sono scese in strada in tutta la Francia per manifestare a favore del matrimonio ugualitario e l’adozione omoparentale che in questo periodo si sta discutendo nell’Assemblea Nazionale. Sabato scorso i cortei si sono mossi per le vie dei vari capoluoghi di provincia, mentre domenica è stata Parigi ad accogliere quanti sostengono la parità dei diritti.

Nella giornata di sabato 15 dicembre città come Marsgilia, Lione, Nantes, Lille, Grenoble, Mets, Digione, Orleans, Brest hanno ospitato migliaia di manifestanti pro nozze gay. Domenica a Tolosa e, soprattutto, a Parigi, circa centocinquantamila persone (le forze dell’ordine parlano di sessantamila presenze) hanno deciso di scendere in piazza per dire sì alle unioni gay e all’adozione omoparentale.

Al di là del balletto delle cifre che è comune a tutte le manifestazioni in tutto il mondo, si è trattato di eventi importanti che fanno da contraltare a quelli contro le nozze gay tenutisi a metà novembre scorso. La sfida è stata difficile perché è molto più facile mobilitare le persone a manifestare contro il governo che non a favore di esso, anche se in questo caso la sfumatura era a favore dell’ampliamento dei diritti umani.

Alle varie manifestazioni – che secondo alcuni giornali sono state di tono minore rispetto a quelle antigay – hanno preso parte attivisti lgbt, rappresentanti delle forze politiche di sinistra (dal Partito Socialista al Partito della Sinistra di Jean-Luc Mélenchon passando per il Partito Comunista), ma anche politici della destra che, a titolo personale, hanno voluto dare il loro sostegno al matrimonio ugualitario. È il caso, per esempio, di Roselyne Bachelot, già ministra della Salute, della Solidarietà e della Coesione Sociale di Nicolas Sarkozy, e di Danielle Dussauossois, consigliera dell’Unione per un Movimento Popolare, “etero e cattolica” che si è detta “rattristata” per la posizione adottata dal suo partito su questo tema.

Tra i manifestanti c’era anche Bertrand Delanoë, sindaco di Parigi e gay dichiarato, come anche Noël Mamère, sindaco di Bègles, che nel 2004 fece scandalo perché celebrò un matrimonio tra due uomini che poi fu dichiarato nullo dal tribunale.

Soprattutto, però, per le strade c’erano moltissime persone, tra cui diversi eterosessuali con le loro famiglie, che non hanno voluto perdere l’occasione per manifestarsi a favore dell’uguaglianza. Uguaglianza!, Single, etero e solidali!, L’uguaglianza dei diritti non è una minaccia, Diritto di scelta per tutti: questi sono stati alcuni degli slogan scanditi nel corso dei vari cortei.

Via | TétuDos Manzanas
Foto | Getty

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