Matrimoni gay e pace, papa Ratzinger e Rebecca Kadaga

Un gruppo di attivisti omosessuali contro le affermazioni del papa sulle nozze gay

Un passaggio del messaggio di papa Benedetto XVI per la celebrazione della prossima giornata mondiale della pace (1 gennaio) sul tema Beati gli operatori di pace è stato al centro di una bufera nei giorni scorsi in quanto il pontefice ha ribadito il no della chiesa cattolica alle unioni diverse da quella uomo-donna.

A questo passaggio si è aggiunto il fatto che Rebecca Kadaga, presidente del parlamento dell’Uganda nonché promotrice di un progetto di legge che punisce l’omosessualità (in un primo momento anche con la morte, passaggio poi stralciato dalla norma allo studio), è stata ricevuta in udienza dal papa.

Un gruppo di attivisti omosessuali contro le affermazioni del papa sulle nozze gay
Un gruppo di attivisti omosessuali contro le affermazioni del papa sulle nozze gay
Un gruppo di attivisti omosessuali contro le affermazioni del papa sulle nozze gay
Un gruppo di attivisti omosessuali contro le affermazioni del papa sulle nozze gay

Il passaggio del messaggio papale

Il passaggio del messaggio pontificio incriminato è il seguente:

Anche la struttura naturale del matrimonio va riconosciuta e promossa, quale unione fra un uomo e una donna, rispetto ai tentativi di renderla giuridicamente equivalente a forme radicalmente diverse di unione che, in realtà, la danneggiano e contribuiscono alla sua destabilizzazione, oscurando il suo carattere particolare e il suo insostituibile ruolo sociale.

Poco prima il papa aveva ribadito il no all’aborto. Il testo continua:

Questi principi non sono verità di fede, né sono solo una derivazione del diritto alla libertà religiosa. Essi sono inscritti nella natura umana stessa, riconoscibili con la ragione, e quindi sono comuni a tutta l’umanità. L’azione della Chiesa nel promuoverli non ha dunque carattere confessionale, ma è rivolta a tutte le persone, prescindendo dalla loro affiliazione religiosa. Tale azione è tanto più necessaria quanto più questi principi vengono negati o mal compresi, perché ciò costituisce un’offesa contro la verità della persona umana, una ferita grave inflitta alla giustizia e alla pace.

Si tratta di parole che si vanno a inserire nella lunga lista di affermazioni omofobe da parte del papa e della chiesa cattolica.

Padre Federico Lombardi, portavoce della sala stampa vaticana, sostiene che i media abbiano travisato il messaggio pontificio.

Flavio Romani, presidente di Arcigay, invece, vede in questo passaggio un qualcosa di molto grave:

[Il papa] arma infatti gli omofobi di tutti i paesi con un invito ad una crociata senza quartiere contro il matrimonio tra persone dello stesso sesso.

La protesta in piazza San Pietro

Diversi membri del movimento lgbt hanno deciso di manifestare contro le affermazioni del papa e questa mattina si sono recati in piazza San Pietro con striscioni e cartelloni a forma di cuore.

Tra i vari messaggi scritti sui cartelloni, si leggevano: Le unioni gay non danneggiano la pace. Le armi sì; Omofobia = morte; Siamo tutti Pussy Riot.

Le foto mostrano i manifestanti e i loro messaggi.

Un gruppo di attivisti omosessuali contro le affermazioni del papa sulle nozze gay
Un gruppo di attivisti omosessuali contro le affermazioni del papa sulle nozze gay
Un gruppo di attivisti omosessuali contro le affermazioni del papa sulle nozze gay
Un gruppo di attivisti omosessuali contro le affermazioni del papa sulle nozze gay

Rebecca Kadaga in udienza dal papa

In tutto questo clima, il papa ha ricevuto in udienza Rebecca Kadaga, che voleva regalare ai suoi compatrioti per Natale la pena di morte per i gay. Dal Vaticano tendono a sminuire la cosa:

Il gruppo di parlamentari ugandesi è passato a salutare il papa “come tutti quelli che partecipano all'udienza” e questo “non è assolutamente un segno di approvazione specifica per le attività svolte o le proposte avanzate da Kadaga”.

Un po’ come quando Giovanni Paolo II si affacciò insieme a Pinochet: dal Vaticano dicono che il papa non sapesse di questa mossa di Pinochet. Di fatto si affacciò con il sanguinario dittatore e non si è mai dissociato dalla cosa. Ora lo stesso dicono di Ratzinger e Kadaga: il papa non approva. Però riceve in udienza. E non si discosta pubblicamente da chi vuole che i gay vengano mandati al rogo.

Foto | Getty

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