Alexander Vogt, presidente dei gay e lesbiche del centrodestra tedesco

Alexander Vogt, presidente dei gay e lebische del centrodestra tedesco

Bisogna tener conto che le posizioni della destra tedesca, sono ben lontane da quella nostrana, spesso protagonista di dichiarazioni omofobe. Per questo l'esperienza professionale e umana di Alexander Vogt, il presidente dell’associazione lesbiche e gay della Cdu, il partito di Angela Merkel, desta curiosità, tanto di diventare un articolo di punta della prestigiosa rivista Der Spiegel.

Certo, non dev'essere facile per Vogt - che vine dal Münsterland, la zona più cattolica del NordReno-Vestfalia, ed è un ex investment banker - mediare i diritti gay all'interno di un partito cattolico, in un Paese che ancora sconta il binomio destra/nazismo e ha bisogno di modelli rassicuranti.

All'ultimo congresso della Cdu, che si è tenuto  i primi di dicembre, Alexander Vogt ha presentato un ordine del giorno, per l'equiparazione dei regimi fiscali fra coppie gay ed etero. La Germania gode di un sistema di tasse, in vigore dagli anni '50, che vede favorite le coppie etero, l'emendamento chiedeva l'estensione a coppie gay e lesbo. Così non è stato. In Germania è negato anche il diritto d'adozione per le coppie gay.

Der Spiegel, nella sua inchiesta, pone dei dubbi e mostra le difficoltà dei conservatori, a equiparare i diritti civili, in un partito in cui la famiglia uomo donna continua ad essere centrale. Vogt, dal canto suo, ha ribadito di non poter stare in nessun altro partito e la sua forte fiducia nella trasformazione, spiegando, inoltre, come il Cdu non si vergogni più di loro.

Prima ci confinavano nel retro, ora ci hanno collocati all’ingresso.

Anche se persino i volantini, ironici, stampati a favore dell’uguaglianza gay dell'Lsu, pare non siano stati distribuiti durante lo scorso congresso. La grande maggioranza della Cdu è per la famiglia tradizionale, e sembra non averli graditi.

Foto | Giornalettismo

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