Domenico Riso, Repubblica la butta sul sesso

Sulla vicenda di Domenico Riso, lo stewart morto nell'incidente aereo di Madrid insieme alla sua famiglia (il compagno francese e il figlio di lui), Repubblica sta dimostrando di essere ancora preda e vittima dei peggiori pregiudizi anti-omosessuali, nonché incapace di fare autocritica.

È scandaloso il commento di oggi di una firma illustre, Francesco Merlo, che volutamente (spero) travisa la realtà e mostra di non capire la differenza tra i fatti di sesso e un rapporto affettivo che crea un legame familiare. Di fronte alle accuse di omofobia ai media italiani (e anche a Repubblica), rei di aver taciuto omertosamente la tragedia di una famiglia composta da due uomini e un bambino, Merlo passa al contrattacco e accusa l'Arcigay e Grillini di essere ossessionati dall'omofobia. Perché, spiega Merlo,

la sessualità, rispetto a quell'atroce tragedia, è un dettaglio insignificante, come essere milanisti o juventini. E dunque nessuno, e soprattutto l'Arcigay [...], ha il diritto di strumentalizzare la dimensione intima e privata dello steward italiano morto insieme ad un amico, al proprio figlio di tre anni e ad altre 150 persone...

Capito? Si parla di sessualità, secondo Merlo, non di affetti, di relazioni amorose, di una famiglia distrutta. È tutto ridotto al sesso perché per Merlo probabilmente tra due uomini non può che esserci solo un affare di sesso. Diverso, lui non lo dice, se fossero stati due innamorati - un uomo e una donna - di nazionalità diversa. Lì la televisione si sarebbe scatenata: La vita in diretta, L'Italia sul 2 & co. ci avrebbero raccontato i progetti di vita, gli affetti, la quotidianità della coppia; ancor di più con un bambino che Domenico Riso amava come un figlio. Ci avrebbero mostrato le foto di loro due insieme e ci avrebbero commosso con la storia di una famiglia annientata dalla tragedia.

Invece Merlo insiste sul sesso. Per lui

l'Arcigay trova necessario che "la completezza dell'informazione" frughi tra le lenzuola, e che la loro pulsione d'amore, che vale quanto tutte le altre pulsioni d'amore, sia sbandierata come una militanza, un drammone e una vertigine post mortem.

Parlare di pulsione d'amore e di lenzuola riduce tutto, ancora una volta, al sesso, l'unica cosa che esiste tra due uomini; due "arrusi" o meglio "puppi" penserà il catanese Merlo, che non concepisce l'amore e l'esistenza di una famiglia tra due maschi. E meno male che ha vissuto da inviato a Parigi. Evidentemente le radici siciliane sono troppo forti per lui.

Il fondo si tocca quando Merlo spiega per quale motivo sarebbe stato inopportuno per i giornali raccontare la storia umana di Domenico Riso: Ma che c'entrano le abitudini sessuali, le pratiche coniugali, le tradizioni, le convenzioni e gli umori con la morte in un disastro aereo? In base alla logica sessuocentrica dell'Arcigay, i giornali e le tv di un Paese come l'Italia, che ha le sue gravi rogne ma è ancora civile e sa tenere lontana la tragedia dalla farsa, avrebbero dovuto involgarirsi, come purtroppo ha fatto l'onorevole Grillini, e dunque indagare e raccontare - "senza ipocrisia" perbacco - quanti, tra i sessantenni a bordo usavano il viagra, e quanti avevano pratiche feticiste, e quanti erano i transessuali e i bisessuali, e ancore quante mogli e quanti mariti ha avuto ciascuna vittima, e quante erano le vergini e quanti i sodomiti...

L'Arcigay è sessuocentrica? O lo è Merlo? Che invece di parlare di amore, parla di sesso. Che confonde la vicenda di una FAMIGLIA con i vecchi che usano il viagra o quelli che esercitano pratiche feticiste. Qui c'è da indignarsi per queste parole; è nauseante quello che scrive Merlo, sul giornale che dovrebbe essere "della sinistra".
Proprio oggi, su un incidente stradale in Calabria, Repubblica titola:

Statale 106, scontro con un Suv
distrutta famiglia calabrese

Quella famiglia, composta da padre madre e figlio, era più famiglia di quella di Domenico Riso. E comunque in questo caso il giornale "ha frugato tra le lenzuola"?

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