L'Europa esorta l'Italia a tutelare i diritti gay e ai vescovi non va bene

L'Europa esorta l'Italia a tutelare i diritti gay e ai vescovi non va bene

L’Europarlamento di Strasburgo ha invitato i paesi dell’Unione che non hanno alcuna norma relativa alla tutela dei diritti delle persone lesbiche, gay, bisessuali e trans gender a dotarsi di legge in merito. In Europa sono in tutti undici i paesi che non hanno attraverso istituti quali “coabitazione, unione registrata o matrimonio”: tra questi figura l’Italia.

Se da un lato abbiamo Flavio Romani, presidente dell’Arcigay, che nota come l’Italia sia ormai il fanalino di coda in Europa per quel che riguarda il rispetto dei diritti umani, dall’altro abbiamo i vescovi italiani che si scandalizzano di tale richiesta del Parlamento Europeo.

L'Europa esorta l'Italia a tutelare i diritti gay e ai vescovi non va beneAvvenire, dopo aver notato che “certi eurodeputati” danno per scontato quello che fino a pochi anni fa era considerato come “la lampante negazione di una civiltà giuridica e degli stessi valori umani sui quali cammina la storia del continente”, scrive:

Ora invece, per insistenza e abitudine, non suona più stonato alla maggioranza degli eurodeputati l’affermazione che aborto e nozze tra persone dello stesso sesso sarebbero “diritti fondamentali dell’Unione” meritevoli di promozione e di speculari rampogne agli Stati che non li riconoscono come tali. Nel nome di una vuota tolleranza, allergica a ogni pretesa di verità sull’uomo (a cominciare da quella espressa dalla religione cristiana), si impone ai cittadini europei di accettare che la natura umana sia quella codificata nei corridoi di Strasburgo, un’alchimia che mescola le istanze di gruppi minoritari fortemente organizzati in un cocktail di pretese vendute come diritti.

E continua:

Esortare i Paesi europei […] a promuovere i matrimoni gay perché nessuno si senta discriminato vuol dire picconare la struttura portante dei diritti associati alla natura dell’uomo: […] la nascita in una famiglia costituita da una donna e un uomo, l’educazione affidata a papà e mamma. Chi si attarda a sostenerlo sarebbe oggi degno del più sdegnato eurobiasimo. E meno male che ci si ferma a questo.

Purtroppo è triste notare che spesso chi parla di rispetto (per sé “a cominciare da quella espressa dalla religione cristiana”) non è minimamente disposto ad averlo per gli altri.

Foto | Getty

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