Per il Corriere, Ellen "ostenta" la sua omosessualità


C'è di che restare senza parole. Su tutti (o quasi) il giornali del mondo ha fatto la sua apparizione la notizia del matrimonio fra Ellen DeGeneres e Portia de Rossi. Solo sul Corriere.it, però, mi è capitato di leggere che l'attrice

oltre dieci anni fa rese pubblica e decise di ostentare la sua omosessualità.

Complimenti al Corriere della Sera! Una didascalia del genere me la aspetterei da Libero o dal Giornale, certo non dal quotidiano della borghesia italiana. Da quando in qua ammettere pubblicamente il proprio orientamento sessuale equivale a ostentare? Questo linguaggio sa di Curia o di telepredicatori americani, di estrema destra e di restaurazione; non certo di modernità.

Forse al Corriere non sanno - o non ricordano - che la DeGeneres pagò molto caro quella scelta, perdendo il lavoro per un certo periodo, perdendo la sua sit-com Ellen e subendo a lungo l'ostracismo dei settori più conservatori che storpiavano il suo nome in DeGenerated. Non sanno che il gesto di Ellen aiutò e aiuta tante ragazze adolescenti e meno giovani a vivere più serenamente la propria omosessualità, che nel caso di una donna è ancora più nascosta di quanto non avvenga per gli uomini.

E non sanno che mezzi di informazione come il Corriere potrebbero fare moltissimo per combattere la discriminazione palese e quella strisciante, per cancellare la piaga delle "velate" e dell'ipocrisia; e invece perpetuano un atteggiamento di chiusura e discriminazione. Come se i vari calciatori o i politici o i personaggi della tv "ostentassero" quando annunciano che hanno una fidanzata o che si sposano. Sono personaggi pubblici e la loro vita privata è data in pasto al pubblico.

Ma forse per il Corriere tutto questo non sta bene quando si parla di gay o lesbiche. E dunque è meglio il silenzio e la segretezza dei bar a tema o delle case private. Ancora una volta "non chiedere, non dire".

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