Il Belize deciderà il prossimo anno sulla depenalizzazione dell'omosessualità

Il Belize deciderà il prossimo anno sulla depenalizzazione dell'omosessualità

La Corte Suprema del Belize, in America centrale, dovrà decidere sull’eliminazione del reato di omosessualità dal Codice Penale, su istanza dell’United Belize Advocacy Movement (UniBAM), associazione che ha presentato mozione di incostituzionalità nel settembre 2010. L’udienza è fissata per maggio 2013.

L’articolo 53 del Codice Penale del Belize stabilisce che “qualunque persona che mantenga relazioni carnali contro natura con persona o animale o cerca di avere un tale rapporto, sia in pubblico che in privato, sarà punito con la pena del carcere per dieci anni” come anche “ogni persona che commetta un atto di grave indecenza con una persona dello stesso sesso o cerca di commettere un atto di grave indecenza con una persona dello stesso sesso in pubblico o in provato, sarà punito con sette anni di carcere”. Inoltre, l’articolo 23 della Legge sull’Immigrazione del 1958 precisa che sarà vietato l’ingresso nel paese a “qualunque prostituta o omosessuale o qualunque altra persona che sia traendo benefici, o li abbia ricevuti, dalla prostituzione o dal comportamento omosessuale”.

A settembre 2010 la UniBAM come associazione e il suo presidente Caleb Orosco a titolo personale hanno presentato un ricorso per incostituzionalità degli articoli summenzionati, dal momento che andrebbero contro la Costituzione del Belize che riconosce il diritto alla diginità umana, a non essere oggetto di arbitrarie ingerenze nella sfera privata e a uguale protezione dinanzi alla legge senza alcuna discriminazione. Lo scorso 9 dicembre, Michelle Arana, giudice della Corte Suprema, ha sentenziato che la UniBAM non poteva impugnare la costituzionalità della legge dal momento che non si tratta di una persona fisica, però ha stabilito che il processo andasse avanti in base all’istanza presentata da Caleb Orssco. La giudice ha stabilito che al processo potrà partecipare, come parte interessata, anche il Consiglio delle Chiese del Belize, che si è opposto con fermezza al ricorso di incostituzionalità.

Caleb Orosco spera che il ricorso abbia buon esito, anche perché è sostenuto da diversi entri internazionali a favore dei diritti umani come anche da Hillary Clinton. Quanti sono contrari alla richiesta di incostituzionalità, invece, hanno visto proprio nell’interesse di Hillary Clinton un’ingerenza. In proposito afferma il pastore Scott Stirm, portavoce delle chiese:

Si cerca di far passare la questione come un qualcosa che riguarda i diritti umani. Al giorno d’oggi c’è un’agenda internazionale e mondiale che promuove l’omosessualità e l’aborto. L’UniBAM riceve sostegno dagli Stati Uniti d’America in nome dei diritti umani, però non permetteremo che si legalizzi il loro stile di vita e abbiano così accesso alle scuole e insegnino ai nostri figli quel tipo di vita.

Dal canto suo Caleb Orosco ha comunicato che inizierà, in tutto il Belize, una campagna educativa sui diritti delle persone lgbt.

Via | Dos Manzanas
Foto | By Rei-artur pt en Rei-artur blog [GFDL, CC-BY-SA-3.0 o CC-BY-SA-2.5-2.0-1.0], attraverso Wikimedia Commons

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