Alessandro I di Russia, imperatore, gay e santo?

Napoleone lo definì il più bello e subdolo dei greci. Un termine usato nel primo Ottocento per indicare gli omosessuali. Del resto le voci sulla omosessualità di Alessandro I cominciarono a circolare subito dopo la sua incoronazione avvenuta il 24 marzo 1801.

Lo zar Alessandro I

Nipote di Caterina la Grande, il giovane zar si mise di buona lena a riformare lo stato russo, dando vita alle celebre consiglio privato. Una commissione formata da un gruppo di aitanti giovani, tutti intimi dell’imperatore, che lo consigliavano e lo fortificavano nel proposito di rinnovare i meccanismi della lentissima burocrazia russa, di sveltire un governo da secoli troppo macchinoso.

La sua fama su tutto il continente raggiunse il suo picco più alto con la definitiva sconfitta di Napoleone. Prigioniero di un matrimoni infelice voluto dalla caparbia nonna Caterina, Alessandro si ritirò progressivamente dalla vita pubblica.

In preda a un misticismo sempre più profondo, isolato nella propria solitudine, il vincitore dei francesi, l’eroe che aveva trascinato Napoleone nella polvere morì di tifo durante un viaggio nel sud della Russia, anche se non si possono escludere le voci, confermate da alcuni membri della famiglia imperiale, che raccontano come Alessandro si finse in realtà morto solo per poter sfuggire ai propri doveri di sovrano, vivere da eremita e raggiungere così la santità. Molti infatti lo identificano con Feodor Kuzmich, santo della Chiesa ortodossa.

Via | Queersinhistory

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