Paolo IV, il cardinale Carlo Carafa e l'aitante Ascanio

Paolo IV e il nipote Carlo Carafa

Famiglia di antichissima nobilità, i Carafa ebbero ricchezze e terre, titoli ed onorificenze, ma l’onore più alto lo raggiunsero solo nel 1555, quando Gian Pietro salì al trono pontificio con il nome di Paolo IV.

Un errore tuttavia il nuovo pontefice lo commise quasi subito, nominando l’amato nipote Carlo prima cardinale, poi segretario di Stato. Una mossa che si rivelò nefasta, portando lo stato della Chiesa ad un passo dal baratro. Carlo, uomo rapace e coraggioso soldato che aveva speso la sua vita tra i mercenari in Germania si rese subito inviso non solo a potenti dell’epoca, ma anche al popolo romano.

La sua fama di spietato bandito certo non gli giovò, come non gli giovò neppure la fama di sodomita, termine allora molto in voga. Joachim du Bellay, poeta in prolungata visita a Roma gli dedicò anche un sonetto in cui celebrava l’amore dell’animoso cardinale per il giovane e aitante Ascanio.

Paolo IV inizialmente si rifiutò di rimuovere il nipote, tergiversò, asserendo che erano tutte maldicenze, tutte chiacchiere ma di fronte alle prove che gli vennero esibite, dovette sostituirlo con un altro Carafa, il più mite e morigerato Alfonso. La morte del Papa lasciò Carlo senza difensori. Il nuovo pontefice Pio IV lo fece così arrestare, processare e impiccare insieme al fratello Giovanni.

Via | Queersinhistory

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