L’Assemblea Nazionale francese ascolta le confessioni religiose sul matrimonio gay

L’Assemblea Nazionale francese ascolta le opinioni delle confessioni religiose sul matrimonio gay

Nel processo di approvazione della legge sul matrimonio ugualitario e dinanzi alla forte opposizione della destra e dei settori religiosi, il governo francese desidera che il dibattito sul tema sia il più ampio possibile. Per questo motivo nei giorni scorsi i rappresentanti delle confessioni religiose più importanti di Francia sono stati ascoltati dalla commissione preposta dell’Assemblea Nazionale.

I convocati sono stati il cardinal André Vingt-Trois, presidente della Conferenza Episcopale Francese; il pastore evangelico Claude Baty, in rappresentanza delle chiese protestanti; Mohammed Moussaoui, presidente del Consiglio Francese del Culto Musulmano; il metropolita Joseph come rappresentante dei vescovi ortodossi; il Gran Rabbino di Francia Gilles Bernheim e la venerabile Marie-Stella Boussemart che presiede l’Unione Buddista di Francia.

Per il rappresentante cattolico, la nuova legge suppone “un cambiamento profondo e radicale che sconvolge l’equilibrio generale delle relazioni sociali ed è un nuovo modello di società”. Il rappresentante protestante ha respinto la rivendicazione della parità di diritti perché, a suo dire, “il matrimonio ugualitario è solo uno slogan”. Gli ortodossi hanno proposto di spostare più in là l’approvazione del progetto di legge, “per organizzare un dibattito nazionale su questo tema”.

Il rabbino Gilles Bernheim ha affermato che il matrimonio “l’istituzione che regola l’unione tra uomo e donna con la generazione di figli”. Il presidente del Consiglio Musulmano ha condannato gli atti di violenza omofoba, ma ha messo in guardia contro “ la profonda trasformazione di un’istituzione millenaria che ha permesso all’umanità di continuare a esistere”.

Infine, la presidente dell’Unione Buddista ha spiegato che per loro il matrimonio “è un atto civile e non religioso” e ha specificato che “il matrimonio non ha connotazione sacre, ma è solo un contratto sociale tra due persone”. Tuttavia Marie-Stella Boussemart ritiene che la celebrazione di un referendum in merito sia un’opzione “interessante”.

Via | Dos Manzanas

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