Se Pontifex vuole rovinare la festa gay a Bari, al Sindaco e pure al Vescovo

Una coppia lesbica

Non lo so. Mi viene da cominciare dicendo questo. Personalmente, da etero interessata a estendere i diritti civili al popolo LGBT,  di formazione cattolica, ho sempre fatto in modo di non ledere il punto di vista di un cattolico, anche se ho scritto cose inequivocabilmente laiche. Uh, se ne ho scritto. Uh, se sono stata, intanto, rispettosa. Conosco troppi cattolici per non tener conto della loro sensibilità ognuno ha diritto a professare la sua religione, non sono io la prima a dirlo? Un rispetto che, però, e mi duole dirlo, non sempre è stato ricambiato.

Ora leggo questo articolo su Pontifex e un po' mi stupisco. Perché certe volte l'osservanza cattolica si presenta nella vita delle persone come un diktat che non ammette repliche.

Se Pontifex vuole rovinare la festa gay a Bari, al Sindaco e pure al Vescovo

Ecco cosa scrive Bruno Volpe:

Dal prossimo 31 gennaio, anche a Bari, dopo Torino, le coppie di fatto (etero ed omo) potranno avere il loro riconoscimento e regolare presenza negli uffici anagrafici. Il Sindaco Emiliano, ha parlato che quel giorno "sarà una festa". Pontifex ha difeso, quando era motivo, Emiliano che reputa un galantuomo. Ma su questa scelta, ci tocca dissentire. Di quale festa parla Emiliano? Dell'immoralità? Della dissolutezza? del vivere come se Dio non esistesse? Ce lo dica e sia coerente. Emiliano, da laico, è libero di adottare le scelte che crede. Ma abbia, da questo punto di vista, la coerenza, di astenersi dal partecipare in prima fila alle manifestazioni cattoliche e religiose. Chi appoggia paragonandole a feste, oscenità del genere, nulla ha a che spartire con la dottrina cattolica, ed anzi ne è del tutto fuori.

Ecco, sono quelle dichiarazioni che contengono due o tre paroline in più, "oscenità, dissolutezza". Penso alle migliaia di gay cattolici, per esempio e ne conosciamo alcuni, e penso che non ci si dovrebbe preoccupare di come collocarsi, se si vuol credere. Il pensiero Gambino in fondo espresso su vari supporti, articoli, libri e blog, è questo: le coppie di fatto che cosa vi levano?

Ma la rimostranza di Volpe, non si ferma qui, se la prende anche con il Vescovo della città, reo di non aver mosso un dito per fermare la deriva, anche estetica, di Bari, definita "sporca e insicura" (non sarà mica un po' colpa loro, delle coppie di prima, provocata dalla dissolutezza dei loro costumi?) e nella sua osservazione sposta l'attenzione che, dalla morale, passa a un chiaro riferimento politico:

Il solito assordante silenzio del vescovo Cacucci. Certo, il Prelato non può opporsi legalmente ad atti della Pubblica Amministrazione, ma almeno due parole sulla chiara ed inevitabile immoralità dell'iniziativa sono auspicabili da un Pastore. Ed invece niente. Forse è interessato dalle primarie del Pd e dalle vicende di Nichi Vendola.

Cacucci forse, avrebbe dovuto lanciare uno strale e auspicare cosa? Un fuoco purificatore, una piaga d'Egitto che riportasse la città alla ragione? Ma perché non lasciare che la gente festeggi? Non bisogna per forza condividerlo, ma farlo diventare un atto di rispetto, sarebbe possibile?

Foto | Getty

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